Miriam, bresciana, via da Napoli dopo 2 anni: “Napoli ti resta dentro per sempre”

miriam di criscio napoli

Miriam è una ragazza bresciana che è stata per due a Napoli, nella casa della nonna paterna. Adesso che è giunta l’ora di andare via dedica una lettera di ringraziamento alla città che l’ha accolta, ricordando uno per uno i motivi che l’hanno fatta innamorare della città: i suoni, i colori, i piatti prepararti dalla nonna, i traguardi scolastici raggiunti, la gente che l’ha fatta sentire nonostante la sua “diversità” che, a differenza di quanto accade altrove, a Napoli è motivo di curiosità e non di diffidenza. Queste le sue parole di arrivederci:

Napoli, grazie.

Quando sono arrivata due anni fa, non sapevo cosa aspettarmi. Avevo paura. Dovevo cominciare tutto da capo, integrarmi, far funzionare la mia vita al meglio e raggiungere diversi obiettivi.

Grazie per avermi insegnato il gusto del caffè, quello vero, che di mattina ti coccola e di pomeriggio ti intrattiene con le persone che ami.

Grazie per avermi accolta nel tuo teatro a cielo aperto, una recita di colori, odori, suoni e schiamazzi, che a volte ti fanno rendere conto di quanto tu stia prendendo la vita con troppa pesantezza e rigore.

Grazie per avermi regalato persone speciali, ormai indelebili nel mio cuore. Grazie per i miei amici musicisti, per quelli pazzi, per i miei fratelli brasileiri e dominicani, per i “Davide” della mia vita, per i miei compagni di classe.

Grazie per avermi fatta sentire parte di un gruppo scolastico per la prima volta. Qui, l’essere diversi è considerato un dono, la tua diversità diventa motivo di curiosità.

Grazie per avermi dato la tranquillità psico-fisica per permettermi di dare tutta me stessa e uscire dal Liceo con il voto che ho sempre voluto e conseguire, contemporaneamente, la patente.

Grazie per avermi spronata a fare esperienze nuove, per esempio salire su un motorino, padroneggiare i mezzi pubblici, fare l’artista di strada, andare in centri sociali, fare la modella e tanto altro.

Grazie per la pizza, la pastiera, la pasta e patate, la provola. Grazie per la sfogliata calda e la graffa. Grazie per essere una città fatta di salite e discese, così mi posso sentire meno in colpa, anche se mi abbuffo.

Grazie per i vicoli magici in cui ogni giorno ho scoperto segreti che sai svelare solo a chi questa città la vive.

Grazie per i panorami indimenticabili, per i giorni al mare con gli amici, le mattine silenziose a Castel dell’Ovo, le passeggiate a Mergellina, il tumulto alla Pigna Secca.

Grazie per i miei meravigliosi parenti, che sono stati per me vita, musica, danze, risate e gioia. Mi hanno fatta sentire a casa. Mi hanno fatto capire che sono sempre stata e sempre sarò nel loro cuore.

Grazie a mia nonna, che tutti i giorni mi ha sfamata con la sua presenza e il suo costante amore (anche con piatti che potevano andare “davanti al re”).
E grazie anche al mio papà, che devo lasciare qui, che è davvero il mio migliore amico, e una delle persone migliori che io conosca.

Tornerò. Quando vivi a Napoli, Napoli ti resta dentro. Per sempre. Venite a visitarla per crederci. Grazie per tutto l’amore ricevuto. Grazie Napoli.

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