Truffato su un Taxi a Napoli: paga 40 euro per soli 3 km e mezzo

taxi

“Sono stato truffato da un taxista all’uscita dell’aeroporto di Napoli. Doveva chiedermi 13 euro e mi ha chiesto 40 euro rilasciandomi una sorta di ricevuta che non ha alcun valore.” Sono queste le parole postate su Facebook dal presidente nazionale della Onlus Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali, Enrico Rizzi.

Il giovane, residente a Trapani, racconta che dopo essere salito sul taxi ed essere stato accompagnato a destinazione con tassametro spento, dall’aeroporto Capodichino al tribunale di Napoli per circa 3km e mezzo, il tassista gli ha chiesto per la corsa ben 40 euro dichiarando che tale tratta sarebbe a “tariffa fissa”, e non gli avrebbe rilasciato alcuna ricevuta fiscale, bensì una ricevuta senza indicazione del numero di corso pubblico del taxi.

Il giovane Rizzi ha denunciato il tutto al Commissariato di Polizia dell’aeroporto di Capodichino, di seguito le parole riportate sulla sua pagina social: “Pensava di fare il furbacchione ma ha sbagliato proprio cliente. Un grazie enorme alla Polizia di Stato in servizio all’aeroporto di Napoli. Serietà, educazione, rispetto, vicinanza al cittadino. Dispiaciuti per quanto accaduto hanno garantito immediate indagini per risalire a questo delinquente.

Inoltre, mi hanno detto di non considerare Napoli città orrenda in quanto fatta di gente meravigliosa e perbene. L’Ispettore mi ha anche detto che ho un caffè pagato la prossima volta ha torno in aeroporto ed ha anche voluto il sito internet della mia associazione.”

Nonostante Enrico abbia identificato la cooperativa di appartenenza del Taxi, grazie ai numeri di telefono presenti sulla ricevuta e riportato una descrizione fisica del suo truffatore – un uomo sulla cinquantina – questa ha dichiarato a Il Mattino:

“Non possiamo identificare il tassista sulla base dei dati fornitici dal passeggero servirebbe il numero del Corso pubblico, che è visibile in ogni taxi. Anche identificarlo tra i tassisti di turno ieri all’aeroporto è impossibile perché spesso vengono operati dei cambi di turno, né possiamo utilizzare le riprese delle telecamere dell’aeroporto.

Siamo rammaricati per l’accaduto e faremo una comunicazione ai nostri associati.”

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