‘O sazio nun crére a ‘o diùno.

Mare

Siamo giunti ad un altro episodio di questa carrellata di proverbi napoletani. In precedenza abbiamo dimostrato come, con delle semplici parole, un popolo riesca a dire tanto e a rivelare se stessi, la propria natura. Oggi tocchiamo un altro tasto dolente, ossia l’aspetto culinario, anche se, come sappiamo, allegoricamente, rimanda a qualcos’altro. Il popolo napoletano forse è tra quelli che più di tutti ha concepito a fondo il concetto di simbolo.

Il prossimo detto da analizzare è

‘O sàzio nun crére a ‘o diùno“,

TRADUZIONE

“Colui che è sazio non crede chi sta a digiuno”.

In parole semplici si tende ad evidenziare che spesso colui che è in uno stato di minorità economica (in questo detto, tramite la metafora del cibo si allude soprattutto a ciò) ma anche sociale, politica o quant’altro, non viene creduto da chi è in una condizione migliore.

Tale proverbio non poteva che svilupparsi nel luogo in cui per anni sono state fortissime le disparità sociali, causate da una spaventosa stratificazione. Basti pensare che molti dei modi di dire napoletani hanno radici storiche, radicate probabilmente nella Napoli della Campania post unitaria. Si conclude questo secondo piccolo excursus, su un altro dei popolari proverbi partenopei. Continueremo ad esporre i detti più simpatici, noti e quelli sulla quale più si può discutere ed indagare, alla ricerca dell’essere napoletano.

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