Video. Laurea a Totò, Arbore in lacrime: “Creatura di un’altra dimensione”

Oggi 5 aprile 2017 si è svolta, nell’aula magna dell’Università di Napoli “Federico II”, la cerimonia di conferimento della laurea ad honorem ad Antonio De Curtis in “Discipline della Musica e dello Spettacolo” .

Durante la cerimonia sono state indicate le motivazioni che hanno portato a conferire la laurea al grande Totò: “Inventa nuove parole; le lingue straniere sono contaminate con la lingua italiana. Incanta con i suoi artefici chi ascolta e allo stesso tempo però accarezza, seduce l’intelligenza del pubblico in sala. Totò si può definire comico, napoletano e trascendentale: è in un mondo ma allo stesso tempo anche al di fuori. È una creatura di un’altra dimensione, se fosse vivo avrebbe detto “alla faccia di Cartagine e di tutti i Cartaginesi”.

Renzo Arbore è poi intervenuto, in lacrime, raccontando come si è avvicinato al mondo di Totò: “Racconterò il mio Totò: ero un ragazzo di Foggia, e mio padre mi portò a vedere Totò al cineteatro Umberto Giordano una parodia di un film americano; rappresentava la fame, perché Totò riteneva la fame essenziale per fare bene un film.

“Totò aveva un compito importante nel dopoguerra quello di consolarci, sia il ricco che il povero. A Napoli quando vedono una cosa bella si dice “consoliamoci”, “c’amma cunsulate” e Totò ci ha consolati nel dramma del dopoguerra. Ha interpretato come nessuno mai la fraternità sopraggiunta nel dopoguerra, ha conciliato il nord, il sud, il ricco e il povero, con la sua comicità che derivava dalle sue vicissitudini, era un rivoluzionario.

“Ha iniziato nel suo Rione Sanità radunando quelli del vicolo, ad ognuno assegnava un ruolo ed è in quegli anni che nasce la sua arte straordinaria. E poi ha continuato con l’avanspettacolo, giocare con l’alto e il basso. Quando ha iniziato con il cinema aveva una luce negli occhi particolare.

“Quello che diceva Totò arrivava sempre al cuore, ogni volta rivederlo è un’allegria straordinaria. Rappresentava un paese unito. Fu il primo ad avere uno sconvolgente applauso dal pubblico di Napoli all’uscita della sua bara. I registi lo lasciavano fare da solo, improvvisava sempre. È un fenomeno di cultura”.

Infine è stata consegnata simbolicamente la pergamena di laurea alla nipote di Totò, Elena De Curtis, molto emozionata, che ha così commentato: “Certamente questa laura, come avrebbe detto lui, sarebbe stata la rivincita definitiva alle sue personali insicurezze. Oggi gli è stata restituita un po’ della gioia che lui da mezzo secolo regala a noi”.

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