Napoli, 16enne malata di cuore costretta ad operarsi al Nord. Il papà: “Vergogna”

Attraversare mezza Italia per salvare la vita di sua figlia. Non è stato semplice per Umberto Vesce, agente di polizia penitenziaria. La sua bambina, Martina, ha 16 anni: è nata con il cuore a destra e soffre della tetralogia di Fallow. Martina ha bisogno di un intervento, come spiega Umberto, intervistato dal Mattino: “Era stata curata dai medici del Monaldi di Napoli. Nel 2013, era stata inserita lì in lista di attesa per l’operazione. Ma, con il passare degli anni, lo scenario è cambiato, l’attività di trapianto è stata sospesa e lei faceva fatica persino a muoversi“.

Al Monaldi non si può operare, e quindi Martina è costretta ad andare al Nord, all’ospedale Papa Giovanni XXIII, per l’intervento che può salvarle la vita: “A Bergamo le avevano affiancato un sostegno psicologico, nella provincia di Napoli richiesto e mai ottenuto, ma le avevano detto chiaramente che senza il trapianto presto avrebbe avuto bisogno del sostegno di una macchina: un vero inferno“.

L’intervento è iniziato sabato scorso, ed è durato oltre 10 ore. Martina sta bene, ed il trapianto è riuscito. Accanto a sé c’era, come sempre, suo padre, che spiega le difficoltà di questa assurda situazione: “Deve restare a Bergamo, per tre mesi, con la mamma. Ed è già una sofferenza il pensiero di non poterle stare accanto“. Come detto, Umberto è un agente di polizia, mentre la moglie non lavora. Una situazione che richiede sacrifici economici non indifferenti.

Sul suo profilo Facebook, Umberto condivide spesso le foto di sua figlia Martina, provando a far conoscere la sua storia e sensibilizzando gli utenti sull’importanza della ricerca: “È la storia di tutti. Potrebbe riguardare ognuno di noi. Fate presto. Ripristinate i trapianti di cuore pediatrici al Monaldi. Investendo in strutture, macchinari e dottori volutamente imboscati dai dirigenti. VERGOGNA“.

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