Bitcoin: così la camorra ha riciclato 8,5 milioni di euro su internet

Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti lancia l’allarme: “In un’area della provincia di Napoli, ad alta densità mafiosa, sono stati movimentati e investiti all’estero, circa 8 milioni e mezzo di euro in bitcoin“. E’ la nuova frontiera della camorra, che ha deciso di “investire” nei bitcoin, una moneta virtuale inventata nel 2009 utilizzata su internet.

“Nell’ultimo anno e mezzo alla Direzione nazionale antimafia – spiega Franco Roberti – sono arrivate circa 400 segnalazioni sospette legate all’uso di bitcoin”. E’ un nuovo modo attraverso cui le mafie riciclano denaro. L’ipotesi dell’Antimafia è che questi soldi vengano mandati all’estero, per poi essere “ripuliti” ed immessi nell’economia legale.

LEGGI ANCHE
"Camorra", il documentario conquista Venezia: quando vederlo in TV

Potrebbe anche interessarti