Tombe dei Cristallini: sotto la Sanità un tesoro unico al mondo

Napoli – Sotto palazzi e vicoli di Napoli, nelle vene sotterranee della città, è racchiuso un patrimonio storico ed artistico inestimabile dove i resti del passato sono rimasti praticamente immutati. Parte di questo patrimonio sono gli ipogei ellenistici racchiusi nel cuore della Sanità: tombe in cui hanno riposato per millenni i resti degli antichi abitanti della nostra città, quando questa faceva ancora parte della Magna Grecia.

Fra questi ipogei spiccano le quattro tombe “dei Cristallini”, chiamate così perché situate nel sottosuolo di via dei Cristallini. Per la precisione si trovano sotto l’antico palazzo del barone Giovanni Di Donato. Anche se alcune fonti parlano della loro presenza dal 1675, a scoprirle ufficialmente furono, nel 1888, alcuni “pozzari”: uomini che muniti di lanterna controllavano condotti e canali sotterranei.

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Tutte e quattro le tombe sono caratterizzate da una struttura su due piani: il primo, il vestibolo, serviva ad adempiere ai riti funebri; da questo, attraverso una scala, si scendeva verso la tomba vera e propria dove riposava il defunto. Eccetto questa somiglianza strutturale, i quattro ambienti hanno caratteri molto diversi fra di loro e particolarità che li rendono unici.

Il primo era ornato da otto bassorilievi. Purtroppo però è stato il più danneggiato dal tempo e dalla mano dell’uomo: il lavoro di alcuni cavamonti, persone che munite di piccone estraevano pietra dal sottosuolo, ha completamente distrutto gran parte della struttura lasciando in piedi un unico bassorilievo.

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Il secondo è forse il più importante per capire le usanze funebri del tempo. Infatti, non è il più finemente decorato o il più ricco, ma quello conservato meglio: anfore, manufatti, urne, altari e affreschi sono arrivati fino a noi quasi immutati dai millenni. Entrarvi è quindi come accedere in un vero e proprio ipogeo munito di tutto.

Il terzo presenta meravigliosi bassorilievi fortunatamente rimasti intatti. Per la sua bellezza ed il suo stato di conservazione è un tesoro archeologico unico al mondo: simbolico il bassorilievo raffigurante la testa di Medusa che campeggia sull’ipogeo.

Il quarto, infine, è stato significativamente modificato in epoca romana. A differenza degli altri tre, infatti, presenta numerosi loculi nelle pareti, utilizzati per numerose sepolture in epoca latina. Anche i manufatti ed i tesori trovati al suo interno sono di epoca romana, presentando persino un’iscrizione in latino.

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Visitare queste bellezze non è semplice: si tratta di luoghi molto delicati e l’accesso è situato in una proprietà privata in via dei Cristallini 133. Tuttavia è possibile visitarle su richiesta il primo ed il terzo sabato del mese di maggio con gruppi di massimo 10 persone. Per prenotare bisogna inviare una mail a napolisegreta@gmail.com.

Fonte: “Napoli insolita e segreta”

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