Salvini: “Così aiuterò il Sud. Napoli o Bari sede di un ministero”

I più pessimisti già erano pronti a rispolverare le tessere elettorali per tornare ai seggi, sicuri dell’impossibilità di accordo tra le due forze politiche vincitrici: Movimento Cinque Stelle e Centro Destra.

Eppure tutto sembra andare per il meglio. La politica sembra essere pronta ad un cambiamento radicale, fatto di concretezza e non di valori o baluardi politici astratti e cristallizzati in un mondo che oggi non esiste più. La collaborazione e il dialogo civile sono oggi le carte vincenti delle politica. E Di Maio e Salvini i due aspiranti premier sembrano averlo capito.

In particolare Salvini, in un’intervista rilasciata a Il Messaggero è parso disposto ad ogni tipo di collaborazione, sottolineando che: “Per governare da soli al momento non abbiamo numeri sufficienti. Bisogna mettersi al tavolo con tutti, e certamente anche con M5S”. Il capo della Lega Nord è pronto ad ogni piccolo adattamento pur di dare vita ad un governo di tutti e che non perda di vista le necessità del cittadino. Perché il vero obiettivo, come ribadisce Salvini, è “quello di ricucire l’Italia”. 

Non sono mancate nella lunga intervista alcuni accenni riguardo le sue idee politiche per rilanciare il Sud. In particolare il leghista non crede nell’efficacia del reddito di cittadinanza, che a parere del candidato premier appare più un vano regalino che un efficace aiuto: “Io sono culturalmente ed economicamente contrario all’assistenzialismo. Noi stiamo lavorando a un incentivo di avviamento al lavoro che si rivolge al ventenne che ha inviato invano 200 curriculum e al cinquantenne la cui azienda ha chiuso”.

Questo incentivo di cui parla Salvini consisterebbe in un vero e proprio prestito che il Governo destinerebbe ai disoccupati di circa 750 euro al mese, da restituire con una trattenuta sullo stipendio non appena il soggetto trova un lavoro.

Inoltre non sono da escludere i benefici che la flat tax può portare al Sud:La tassa unica al 15 per cento è richiesta ovunque da tanti imprenditori, ma gli effetti più forti li avrebbe al Sud, sul turismo, sull’agricoltura. E tante aziende anche straniere, con una tassazione ridotta, potrebbero andare in questa parte d’Italia. Con i 5 Stelle, proprio sul Sud ci dovremo chiarire bene”. 

Conclude l’intervista non escludendo che la città di Napoli possa diventare scenario attivo di politica:“Molti cittadini romani mi chiedono: portate via un po’ di ministeri, qui c’è troppo caos. Per esempio il ministero delle Infrastrutture potrebbe andare a Napoli o Bari”.

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