Morte di Giada: adesso è boom di email di studenti che chiedono aiuto

Il suicidio di Giada ha scosso tutti. La platealità del suo suicidio è stato l’ultimo grido di dolore e di disperazione. Quella tristezza e quella vergogna che la studentessa aveva nutrito per un lungo periodo. E che non è mai riuscita ad esternare. Fino ad arrivare a togliersi la vita, in quello che sarebbe dovuto essere il suo giorno più bello, il giorno in cui avrebbe coronato il sogno di ogni studente, la laurea. Ma Giada era indietro con gli esami e la paura di deludere, forse, i suoi genitori convinti che il suo percorso universitario fosse arrivato al termine, l’ha spinta a lanciarsi dal tetto di Monte Sant’Angelo.

La morte di Giada ha spinto molti studenti che vivono la stessa angoscia a rivolgersi a centri specializzati, convenzionati con gli atenei, per parlare e farsi aiutare. Infatti come riporta il Mattino, il centro Sinapsi, servizio di assistenza psicologica dell’Ateneo federiciano in questi due giorni ha ricevuto tantissime e-mail di ragazzi che vivono quel blocco stagnante e demotivante negli studi, che ha condotto Giada alla morte. Ragazzi abbattuti da esami che sembrano insormontabili e da una realizzazione universitaria che sembra essere diventata un percorso straziante.

Per tale motivo, il Centro Sinapsi ha deciso di stilare un programma che preveda appuntamenti fissi e costanti nelle aule degli atenei, con gli studenti in difficoltà, così da evitare altre tragedie. Il primo si è tenuto ieri mattina nelle aule del Policlinico. Lo stesso Paolo Valerio, direttore del Centro Sinapsi ha così commentato: “Abbiamo incontrato le associazioni studentesche, in presenza del nostro staff di psicologi per dare il via a un calendario programmato di iniziative concrete da realizzare insieme a cominciare da un video di sensibilizzazione per rompere il silenzio e la vergogna che vengono percepiti dai ragazzi che non hanno carriere universitarie in regola. Dal momento che gli aiuti e i servizi esistono bisogna sensibilizzare gli studenti a chiedere aiuto e la stessa azione di sensibilizzazione va fatta sull’ intera comunità”.

Inoltre il supporto psicologico ora è un essenziale strumento di aiuto per i familiari di Giada, ancora scioccati dal gesto della figlia. E per l’unica testimone che si è vista precipitare ad un metro di distanza, per poi schiacciarsi al suolo, il corpo della collega.

 

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