Napoli, divano abbandonato in pieno giorno dove passano migliaia di turisti

Un divano abbandonato nel cuore di Napoli, nei pressi della centralissima Piazza Trieste e Trento, nel pomeriggio di un sabato di maggio affollatissimo di turisti. È questa la denuncia di Giorgio P., che ha pubblicato la foto in uno dei gruppi Facebook dedicati al sindaco Luigi de Magistris.

Nessun intento polemico, tuttavia, verso l’amministrazione comunale che può fare ben poco se un genio si sveglia la mattina e decide di gettare lì un oggetto così grande, in un posto così centrale, a quell’ora. Il rammarico di Giorgio è maggiore rispetto a quello di un privato cittadino poiché, come egli stesso commenta, è uno spazzatore che ogni giorno pulisce proprio quella zona per restituirla pulita e decorosa a noi tutti.

“Ci facciamo un mazzo così”, afferma, ed ha ragione: è un fatto noto che i cestini non sono abbastanza, che subito diventano colmi e il ricambio dei sacchetti non avviene abbastanza velocemente. Non è colpa di Asia, sappiamo quali sono le condizioni delle casse comunali.

Una situazione che affligge varie zone del centro e soprattutto della periferia della città, dove il degrado economico, sociale e culturale è maggiore e i controlli sono pressoché assenti. Se sono insufficienti nei posti da cartolina figuriamoci a Ponticelli, Barra, Pianura, San Giovanni a Teduccio, San Pietro a Patierno e così via: eppure anche quella è Napoli.

Tutto allora si riversa sulle spalle dei napoletani, che pagano tasse salate per continuare ad assistere a spettacoli del genere, e sui lavoratori costretti agli straordinari per dare una parvenza di decenza alla città. Una città che, puntualmente, viene di nuovo deturpata da chi crede di essere più furbo, più dritto, ma che è il più fesso di tutti.

Pessima la figura che si fa nei confronti dei turisti. Sono ancora vivide le immagini dell’emergenza rifiuti, un ricordo che sembra così lontano ma che tanto lontano non è. Se da una parte c’è una Napoli che, a fatica, sta cercando di ripulire la propria immagine e ci sta riuscendo, visti i dati sul turismo in crescita vertiginosa, dall’altra c’è chi dimostra che dal passato non ha imparato nulla. Salvo poi cantare “Difendo la città”.

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