Jovanotti: “Vi racconto la mia prima volta a Napoli. Pino? Un genio. Con Tullio…”

A poche ore dal concerto evento, trasmesso anche in diretta tv, allo Stadio San Paolo in ricordo di Pino Daniele, il suo amico Lorenzo Jovanotti lo ricorda in un post, così come ricorda di quando la musica del cantautore partenopeo gli è entrata definitivamente nel cuore.

Jovanotti, a Napoli da diversi giorni per le prove, però, ricorda anche di quando era piccolo e visitò la città partenopea per la prima volta: “Una domenica di quando ero piccolissimo venimmo a Napoli in macchina, una gita di famiglia rarissima, davanti il mio babbo alla guida e la mamma, e dietro noi quattro figli, era una Fiat 1500 blu, se la vedi adesso sembra impossibile entrarci in sei, ed eravamo pure bambini spaziosi. Una giornata intera noi tutti insieme, ne ricordo pochissime”.

Ci addentrammo nel centro – continua a spiegare – tutto il giorno in macchina tranne una breve sosta nella chiesa dove c’era una madonna che ora non ricordo che Madonna fosse, ma che la mia mamma ci teneva a visitare (lei aveva sempre a che fare con qualche madonnina miracolosa salvo poi sul finire della sua giovinezza dedicarsi più alla figura severa di Padre Pio). Io guardavo questa città dal finestrino e mi colpiva tutto ma più di tutto mi colpivano i ragazzini della mia età che avevano quest’aria spavalda che io sognavo di avere, ma che non ho mai acquisito nemmeno quando ho deciso di diventare un rapper, che è il più spavaldo dei cantanti, in tutti i casi tranne che nel mio, che ci volete fare“.

Poi, un ricordo per Pino Daniele e la sua musica: “Nel 1980 circa ho ascoltato Pino Daniele e Napoli finalmente ha trovato un posto nella musica che mi faceva impazzire e fuori dagli stereotipi sonori, che se pur bellissimi (la canzone napoletana classica è un miracolo vero) comunque stereotipi per colpa della tv che li proponeva sempre fuoritempo massimo. Pino invece era rabbioso e dolce ed era modernissimo ma classico in partenza. Pino Daniele è enorme, un Genio, punto, sta accanto a Dylan, Lennon, Miles Davis, Marley, Prince, Stevie Wonder, Puccini, gente così“.

Jovanotti, inoltre, non nasconde la sua emozione nel ritornare a Napoli per ricordarlo: “Abbiamo provato al San Paolo, ogni cosa è piena di lui, ogni persona coinvolta in questa serata ha un motivo forte che lo lega a Pino, e questo si sente nell’aria, che è strana, è come Napoli e come la musica di Pino, piena di tutto, struggente e sempre totale, quando è allegra è anche un po’ triste, quando è divertente è anche un po’ amara, quando è jazz è anche popolare, quando è africana è anche urbana, e potrei andare avanti all’infinito. Sono emozionato a essere qui, e sono grato a Pino Daniele“.

Infine, un omaggio a Tullio de Piscopo, presente con lui nella fotto del post e anche lui sul palco del San Paolo per ricordare Pino Daniele: “In questa foto (di Maikid) sono con Tullio di Piscopo, il più grande batterista italiano, o almeno quello che io amo di più, per il groove unico che ha, per la cultura, e per essere uno che ha suonato dal jazz più estremo e avventuroso alla musica da ballo più diretta (che non è più facile e meno avventurosa,sia chiaro). Domani ci daremo dentro!“.

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