Ragazza stuprata a Napoli: “Non se ne parla perché gli aguzzini non sono di colore”

 

Napoli – Ha scosso l’opinione pubblica la vicenda che ha visto protagonista una ragazza inglese di 18 anni, che ha denunciato una presunta violenza sessuale subita lo scorso marzo. Secondo quanto raccontato, la ragazza avrebbe subito una doppia violenza. Prima da due 18enni che avrebbero adescato la giovane durante una festa universitaria consumando la violenza in auto. E poi da un terzo ragazzo che l’avrebbe convinta a seguirlo con l’inganno, illudendola di volerla aiutare.

Dopo la diffusione di questa scioccante notizia, i collettivi studenteschi si sarebbero mossi in difesa della ragazza, affiggendo uno striscione a Mezzocannone, luogo in cui si è consumato l’abuso, sul quale si legge: ” Stuprata due volte a Mezzocannone, siamo tutti parte lesa”. Questo il post di Aula LP – Lettere Precarie Napoli:

In questi giorni, abbiamo letto sui giornali la storia di una studentessa erasmus diciottenne, stuprata in pieno centro a mezzocannone prima, e poi nuovamente in macchina dal suo “soccorritore”.

La notizia è quasi passata sotto traccia nel dibattito pubblico nazionale, forse perché gli infami aguzzini non erano di colore, ma bianchi, italiani e benestanti.

L’ennesimo episodio di violenza di genere accompagnato dal silenzio generale, dimostra il livello di accettazione della barbarie sessista in questo paese, che procede rafforzato nell’attuale deriva reazionaria della politica parlamentare tutta.

Non bisogna arrendersi a questa deriva, siamo tutte e tutti parte lesa!

Un gesto quello degli studenti che non solo mira a ribadire il pieno appoggio e sostegno alla vittima di questa triste vicenda, ma che al tempo stesso vuole fare da eco alla necessità di porre fine a queste barbarie sessiste. Atti atroci che sembrano ormai essere all’ordine del giorno, al punto tale che non ricevono più la giusta ridondanza mediatica, facendo trapelare un perverso senso di accettazione e rassegnazione.

E così i ragazzi di questo bel gesto, ribadiscono sui social: “Non bisogna arrendersi a questa deriva, siamo tutte e tutti parte lesa!”

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