Peppe Barra contro i “nuovi” presepi: «Sono cafoni. La tradizione sta morendo»

Peppe Barra non si pone freni e critica aspramente le “nuove tendenze” in tema di presepi e pastori. Il cantante e attore partenopeo, in un’intervista rilasciata a Il Mattino, sostiene che “Viviamo l’era del cattivo gusto, il presepe-isola dei famosi è l’apice del cattivo gusto, quello che trova spazio addirittura per dittatori feroci è l’orrore. Ma non è un caso che qualcuno voglia mettere il tiranno nazista accanto a Benino, il pastorello dormiente, che questa non tradizione sia mediaticamente diffusa in tutto il mondo, mentre la vera tradizione presepiale muore“.

Parole dure, quelle di Barra, che si pone a difesa di un’arte che ogni anno attira migliaia di turisti a Napoli. Ma proprio San Gregorio Armeno, secondo il cantante, sembra attraversare un momento di involuzione nella sua gloriosa storia: “Mi sembra via Montenapoleone a Milano, dove tutti vogliono passare e guardare, ma quasi nessuno vuole – e può – comprare. La strada degli artigiani veraci è diventata il laboratorio di un’evoluzione che è involuzione. Gli artigiani non ci sono più, sostituiti da lavoratori spesso stranieri, che sfornano prodotti kitsch, fatti con lo stampino, dimentichi delle storie, e della Storia, che c’è dietro il rito del presepe, insieme sacro e profano“.

Si intristisce Peppe Barra nel ripensare a quanto ha lottato per difendere “una cultura popolare che non è folklore deteriore, ora vince il folklorismo d’accatto, quello che piace nei salotti televisivi alle signore rifatte che discettano di tutto con signori egualmente, se non peggio, rifatti.“Ma l’artista partenopeo propone la sua personale ricetta, una strada da indicare soprattutto ai giovani: “Insegnare ai ragazzi il gusto, il buon gusto, la storia, il loro passato, senza per questo voler imporre il nostro gusto, la nostra storia, il nostro passato. Ormai siamo tutti come pastori in un presepe di plastica, nessuno bada al bambinello, nessuno pensa al dramma che quella scena dovrebbe rappresentare, alla promessa d’amore e fede che, per i credenti, trova riparo in un’umilissima grotta“.

San Gregorio Armeno è stata protagonista negli ultimi giorni della cronaca nazionale per la comparsa sulla bancarella di un noto artigiano della statuetta di Hitler. Tante le polemiche per quel “lavoro” che ha detta dell’artigiano è stato realizzato perché commissionato. Commissionato o non, a nostro modesto parere, il problema è un altro: gli interessi, la pubblicità, possono prendere il posto di sani principi e al buon senso? soprattutto con il rischio di scimmiottare una antica arte, per la quale ci si definisce “maestri”, è alto?

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