Contro il degrado delle Terme romane di via Terracina

terme

Conservare il proprio patrimonio culturale e riportare alla luce le antiche terme ormai dimenticate, è il progetto di due ragazze, studentesse alla Federico ll, che hanno deciso di recuperare le aree della zona delle terme ormai degradate e farne un punto di forza per il turismo. Ecco cosa scrive a tal proposito ilMattino.it:

Abbandono e incuria nelle terme romane di via Terracina a Napoli, quartiere di Fuorigrotta. Il complesso di epoca imperiale è da tempo esposto alle intemperie e al degrado. Ma una speranza c’è ed è legata a un interessante progetto di recupero.

Ma procediamo con ordine. Ed entriamo nelle antiche terme. Superati i cancelli, si cammina su una strada lastricata di quasi diciannove secoli. Una piccola scalinata consente di accedere all’interno degli ambienti centrali e da subito si può notare che parte delle tessere di mosaico che compongono i pavimenti sono saltate.

Un percorso costituito da pedane in ferro consente poi di visitare gran parte delle aree termali che però risultano ancora invase dalle erbacce e dalle foglie secche. Nella zona quasi nessuno nota le antiche terme – nascoste dalle inferriate che le separano dalla strada – di pochi residenti che vi passano accanto si chiedono il perché di questa desolazione.

Un progetto di recupero è stato promosso da alcune studentesse del corso di laurea in gestione del patrimonio culturale ed ambientale dell’Università Federico II che nel 2012 costituirono l’associazione Roots Discovery. Il progetto, che riceverà 145.000 euro di finanziamenti dalla Unicredit Foundation, prevede la pulizia dell’intera area archeologica, la messa in sicurezza del sito e la creazione di un percorso turistico all’interno dei Campi Flegrei.

“Vogliamo iniziare subito con laboratori rivolti alle scolaresche del quartiere – spiegano le ragazze dell’associazione -. E’ importante far conoscere il territorio ai bambini che lo vivono e che un giorno dovranno prendersene cura”. Le iniziative per la valorizzazione del quartiere sono tante ed intendono coinvolgere anche i commercianti della zona che certamente trarrebbero vantaggio dal turismo che potrebbe svilupparsi. Non solo archeologia e beni culturali, insomma, ma un vero programma d’innovazione sociale che ha già ricevuto il riconoscimento – il 4 giugno del 2013 – dell’International Social Competition e che potrebbe “cambiare il volto” di un intero quartiere.

 

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