Napoli, non solo Sorbillo: attentato contro un magazzino del Centro Storico

Ieri ha fatto il giro non solo d’Italia, ma del mondo intero, la notizia della bomba che ha distrutto parte della pizzeria di Gino Sorbillo. Dell’attentato, registrato da un video di sorveglianza che mostra chiaramente la sua intenzione intimidatoria, ne hanno parlato vari quotidiani oltre i confini italiani, tra cui il Washington Post.

Non è ancora chiaro a chi appartenga la mano che c’è dietro il gesto, ma fatto sta che non si è trattato di un episodio isolato nel contesto del Centro Storico di Napoli. Qualche giorno fa è stato dato alle fiamme un deposito di Via Carbonara, come denunciato dal suo proprietario il 15 gennaio 2019, ossia il giorno anteriore all’attentato da Sorbillo.

Camorra, baby gang o teppisti non è ancora dato saperlo, ma che possano essere nati nuovi interessi della criminalità organizzata è un’ipotesi più che plausibile. Da una parte i vuoti di potere e dall’altra il boom del turismo, entrambi elementi sui quali i clan potrebbero monetizzare.

Di seguito la denuncia di Luca Maurano, il proprietario del magazzino di Via Carbonara:

Ci sono voluti due giorni per trovare le parole e non so se ne sono stato in grado, anche perché forse non ce ne sono che possano esprimere a pieno l’accaduto.

Sono nato e cresciuto a Via Carbonara e questa la considero casa mia, e se essere trattato così a casa propria fa male, dover sentir parlare male di casa propria fa male il doppio.

Gli incidenti capitano in ogni casa e questa volta è capitato a me, è capitato nel mio deposito qualcuno si è messo a fare il chimico voleva provare cosa sarebbe successo unendo benzina e fuoco… bhe il risultato è stato questo che vedete nella foto non so se si tratti di camorra, di baby gang, di invidia, fatto sta che abbiamo subito un grande danno

Un danno che ti porta a sentirti violentato,aggredito, sconfortato dispiaciuto per lo spavento causato alle persone del condominio soprastante, che approfitto per ringraziare ancora per la loro disponibilità e scusarmi per l’accaduto, inerme davanti a tutto ciò.

Ti senti messo in ginocchio e vista l’età adulta della propria attività forse è arrivato il momento di cambiare casa, anche se mio padre tra le tante cose che mi ha insegnato c’è quella di non arrendersi mai e quindi combattere sempre. Con il lavoro duro e sacrifici si va avanti ed è in considerazione di ciò che mi viene da dire che il leone è ferito ma non è morto.

Queste povere parole non sono per protestare contro lo Stato assente, la politica mangiona, il menefreghismo della gente. Sono parole di rabbia e parole che spero vi invitino a pensare che ci circonda tanta cattiveria e per questo chiedo di fermarvi un attimo a pensare di essere più gentili, più attenti e finanche più buoni perché solo con amore e gentilezza si sconfigge il male ed il marcio della società.

Luca Maurano

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