Ragazza stuprata in Circumvesuviana, De Gregorio: “Si guardi dagli amici. Non è colpa mia”

Stanno facendo discutere le dichiarazioni rilasciate qualche ora fa da Umberto De Gregorio, presidente di Eav, in merito allo stupro avvenuto nella stazione di San Giorgio a Cremano. Intervistato da Fanpage, ha così commentato l’accaduto: “Dico alla ragazza di guardarsi dalle amicizie perché questi che l’hanno violentata pare che fossero amici“. Parole che sembrano quasi voler far ricadere la colpa sulla vittima, a suo modo “colpevole” di essersi fidata dei suoi amici, rivelatisi poi degli stupratori.

Non è colpa sua se l’hanno violentata – precisa De Gregorio -, ma non è neanche colpa mia. Mi sento di dire che è una cosa drammatica, e che le sono vicino“. Una rettifica che, però, non è bastata al presidente di Eav per sfuggire alle critiche, tant’è che ha dovuto pubblicare un video sulla propria pagina Facebook per chiarire quanto accaduto.

Mi è stata fatta un’intervista che è stata pubblicata a pezzi, falsando ovviamente il mio ragionamento, riportando soltanto una frase decontestualizzata – si difende De Gregorio -. Ho detto che la vittima deve guardarsi dalle amicizie, ma facendo un ragionamento molto più ampio. Questi ragazzi l’hanno tratta in inganno, ma non volevo certo dire che la colpa fosse sua che si è fidata. Queste interviste vanno pubblicate integralmente, e non falsando il ragionamento. La ragazza non ha nessuna colpa, intendevo dire che bisogna essere prudenti“.

Nel frattempo, il dibattito continua a rimanere infuocato. Nello specifico, lo stupro ha riacceso nuovamente i riflettori su uno dei (tanti) problemi della Circumvesuviana: la mancanza di controllo. Non di rado, infatti, mancano le guardie, con stazioni del tutto sprovviste di controllori. Sulla questione si è espresso anche il sindacato Usb, nella figura del segretario provinciale di Napoli Adolfo Vallini: “Probabilmente se fossero state installate delle telecamere nell’ascensore, tenute funzionanti e controllate a vista le immagini sul monitor, da parte di un operatore, si sarebbe potuta evitare l’ennesima violenza sociale, stupro di una donna, lanciando per tempo l’allarme alle forze dell’ordine“.

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