Video. Borrelli: “Zittito perché ho detto la verità. Tina Rispoli non rappresenta Napoli”

Durante la cerimonia di inaugurazione della piazza a Carlo di Borbone, a San Giorgio a Cremano, abbiamo avuto l’occasione per intervistare il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. In settimana si è ancora una volta parlato del matrimonio di Tony Colombo e di tutte le polemiche che ne sono seguite. In particolare, vi abbiamo raccontato di ciò che è accaduto mercoledì scorso a “Live: Non è la D’Urso”, dove era ospite proprio il consigliere Borrelli. Durante la trasmissione, quest’ultimo è stato zittito in diretta tv dalla conduttrice. Un atteggiamento non consono nella misura in cui si dovrebbe garantire a chiunque la massima libertà d’espressione. Diritto che è stato negato a Borrelli; un fatto di per sé grave, ma che assume una connotazione ancora più negativa poiché è stata negata la parola ad un rappresentante delle istituzioni.

E’ stato fatto un grande errore ad interrompere il collegamento – spiega ai nostri microfoni Francesco Emilio Borrelli -, e lo dico da giornalista. Il collegamento è stato interrotto appena ho cominciato a raccontare la vera storia di questa vicenda. Ci sono situazioni che vanno approfondite in merito alla Polizia Municipale, alla prefettura, dell’esercito, alla sovrintendenza, cioè di tutti quegli organi preposti a controllare quello che doveva essere un flash-mob, ma che poi si è trasformato in un concerto. Lo ribadisco, l’autorizzazione per un flash-mob non consente di fare un concerto con tanto di palco ed amplificazione. Dall’altra parte, invece, non c’era nessuna autorizzazione per rallentare il traffico a corso Secondigliano. Nel momento in cui ho iniziato a parlare, non esiste che il conduttore consenta all’altro ospite, che aveva già parlato assieme alla sua signora, di interrompermi in continuazione“.

La veridicità storica, come abbiamo raccontato quest’oggi a proposito dei Borbone, vale anche per la signora Tina Rispoli ed il suo consorte Tony Colombo – prosegue Borrelli -. Quest’ultima, proviene da una storia con un camorrista, con il quale è stata sposata per 17 anni. E’ una storia di camorra seria. Non posso credere che la signora non si fosse accorta di nulla, nonostante il marito fosse stato arrestato in più di un’occasione e gli fossero state amputate le mani. E’ da chiarire da dove provengono i soldi di questa famiglia. E’ una vedova di camorra, e non è lei che deve rappresentare Napoli. Avremmo voluto che si parlasse di una Napoli che lotta contro la camorra, che fa matrimoni sobri, che non blocca il traffico e che rispetta le regole. Appena abbiamo provato a parlarne siamo stati zittiti, ma il messaggio è passato ugualmente, perché in molti si sono resi conto di quanto questo matrimonio abbia danneggiato l’immagine della città e di quei napoletani che combattono contro la criminalità organizzata“.

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