Arrestato Del Re, la rabbia della gente: “Poggioreale ti aspetta. Buttate le chiavi”

Oggi è avvenuto l’arresto del sicario protagonista della sparatoria di Piazza Nazionale, l’agguato nella quale è stata ferita la piccola Noemi. Una notizia molto sperata e attesa, che ha suscitato forti emozioni nell’opinione pubblica. Ciò lo si evince soprattutto dai vari commenti social degli utenti, i quali hanno invaso le pagine delle testate nostrane.

Come c’era da aspettarsi, la maggior parte dei commenti non è indulgente nei confronti del killer. “Non ci interessa che sia stato identificato, basta che lo buttino in carcere!”. “Come facevi a scappare a testa alta, che squallore”. “Poggioreale ti aspetta, buttate le chiavi!”. Queste sono solo alcune (e tra le più gentili) delle parole che il popolo del Web esprime oggi. Non tutti però mantengono lo stesso tono. Segnaliamo infatti diverse reazioni aggressive, le quali rimandano alla giustizia di piazza o peggio. 

Tra i vari post però, si può leggere anche qualche commento meglio costruito. Parole che (lungi dal voler giustificare ciò che ha fatto) non si rivolgono al balordo, bensì al popolo napoletano. Un popolo anch’esso incattivitosi, ma che continua a compiere o lasciar fare determinati atteggiamenti sbagliati.  Sono frasi che fanno riflettere sulla nostra attualità. “Provate la stessa rabbia di oggi ogni volta che pagate un parcheggiatore abusivo, ogni volta che comprate droga o vedete non rispettare le leggi. Solo così possiamo cambiare Napoli”.

Condannando l’atroce crimine di questo ragazzo, la nostra posizione risulta però esser sempre la medesima. La rabbia che dal fegato arriva dritta alle mani non ci serve, è inutile se vogliamo combattere un sistema criminale organizzato. In uno Stato di Diritto come il nostro, la giustizia la si ottiene nei tribunali, con le parole, le idee e col rispetto dei valori che fondano la nostra società. Lasciamo perdere le emozioni e cerchiamo di partire da noi stessi, per attuare un vero cambiamento. Sarà un’idea che oggi è caduta un po’ in disuso, ma noi ci crediamo ancora. 

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