Degrado a Poggioreale, detenuti si ribellano: “Non possiamo essere trattati come belve”

La protesta di oltre 200 detenuti del carcere napoletano di Poggioreale non è finita. Domenica 16 giugno 2019 i detenuti dell’istituto carcerario hanno messo a soqquadro le proprie celle, prendendo possesso e distruggendo il padiglione Salerno. La causa della ribellione è stato il mancato trasferimento in ospedale di un detenuto affetto da febbre alta. In seguito, attraverso il pronto intervento delle Squadre di Polizia Penitenziaria di altri istituti, la normalità è stata restaurata.

Dopo la violenta insurrezione di domenica, il capo del Dap, Francesco Basentini, ha rivisitato il carcere di Poggioreale. Con lui era presenti la direttrice dell’Istituto, Maria Luisa Palma, il provveditore regionale Giuseppe Martone e il garante per i detenuti in Campania, Samuele Ciambriello. Basentini è entrato in molte celle del padiglione Salerno, parte interessata della rivolta, ripristinata dal comandante Gaetano Diglio e dal provveditore regionale Giuseppe Martone. “Dottore in questo carcere noi abbiamo bisogno di non essere più trattati come belve in gabbia, queste sono le parole di un detenuto, come si legge nel quotidiano Il Mattino, rivolte al capo del Dap.

Altresì, l’amministrazione penitenziaria, attraverso la visione delle critiche condizioni in cui riversano i detenuti, ha dichiarato con un comunicato di intervenire rapidamente. “Dal sopralluogo e dagli incontri – si legge nel rapporto, pubblicato da Il Mattino – è emerso che la protesta provocata dal presunto ritardo nelle cure a un detenuto ritenuto in gravi condizioni di salute, hanno in realtà solo fatto precipitare una situazione determinata dallo stato di gravi condizioni di fatiscenza del padiglione. Condizioni di deterioramento strutturale innegabili, per affrontare le quali è stato disposto un programma di lavori, da interventi immediati per rendere vivibile il reparto”.

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