De Magistris: “Vi dico le prime tre leggi che approverò quando saremo al Governo”

Luigi De Magistris
Luigi De Magistris come di consueto, ogni lunedì, fa il punto della situazione attraverso la sua pagina ufficiale di Facebook. Ritorna a parlare della crisi di Governo e della sua discesa in campo. Lo aveva annunciato appena pochi giorni fa. Ecco cosa ha scritto:
Vedremo che annuncerà il Premier Conte il 20 agosto e come evolverà la crisi che ha portato alla fine del Governo Di Maio/Salvini. Si erano amati, baciati, sposati, Di Maio ha talmente amato Salvini da portarlo dal 17% dei consensi a quasi il 40%. Un capolavoro politico. In piena estate, il sole e il potere hanno dato alla testa a Salvini che decide di sfiduciare Conte. Ma non mette in conto che nell’era dell’uno vale uno si è passati, pur di conservare poltrone & potere, all’era dell’uno vale l’altro. E quindi si ipotizza all’orizzonte niente di meno che un nuovo matrimonio, tra 5S e PD, si erano tanto odiati, schifati e diffamati a vicenda, ma ora si ameranno perché il Paese ha bisogno di loro. Così passeremo al secondo capolavoro politico di Di Maio, quello di riesumare Matteo Renzi.
Dal vangelo 5S il secondo Matteo. Dopo il primo, il secondo. Se qualcuno si trova nella fase della sepoltura politica vada da Di Maio che pare abbia delle sorprendenti doti taumaturgiche. Al di là di quello che farà il Parlamento nella sua autonomia, difficilmente si andrà a votare, convergenze di interessi produrranno matrimoni e miracoli politici, una cosa mi sento però di dire con certezza: in questo Parlamento non esiste una maggioranza politica. Per maggioranza politica intendo dire convergenza sul programma con cui dare sviluppo e prosperità al nostro Paese. Qualsiasi maggioranza verrà prodotta in questo Parlamento avrà talmente tante contraddizioni al proprio interno che spianerà la strada al peggior salvinismo di ritorno e, quindi, alle destre più eversive e violente.
Allora cominciamo a mettere a terra un programma su cui costruire convergenze e alleanze prima del voto. Mettendosi insieme prima e non dopo per mere ragioni di poltrone e potere. Cominciamo ora per essere pronti, al momento giusto, per vincere e governare in piena attuazione della Costituzione. Governeremo con persone coerenti e credibili, che non hanno prezzo, oneste, autonome, coraggiose, oltre che competenti, ovviamente. Anticipo solo alcuni titoli. Le prime tre leggi che approveremo. L’acqua pubblica italiana, modello Napoli. Il primo bene comune della vita è di tutti, nessuno escluso. Poi la legge ossigeno bene comune in cui si delinea il piano strategico con cui l’Italia affronta il cambiamento climatico: economia sulla valorizzazione del verde, riforestazione, difesa dell’ambiente, industria ecologica, mobilità ed energia alternativa. La grande sfida che gli italiani possono vincere, quella di coniugare impresa, lavoro e difesa della natura. La terza legge è sui beni comuni. Anche qui modello Napoli. La valorizzazione dei beni di tutte e tutti a cominciare dai luoghi di autogoverno e autogestione in cui si registrano opere di rigenerazione urbana da parte delle collettività. Le proprietà collettive democratiche producono economia, legalità e lotta al degrado. Stop sgomberi dei luoghi di aggregazione sociale. Favoriremo la democrazia dal basso. Quindi la predisposizione di un piano strategico di messa in sicurezza del nostro Paese che cade a pezzi da molte parti. In questo modo non si dismette il patrimonio pubblico ma si valorizza, le imprese lavorano, in particolare l’edilizia, senza speculazioni, e si creano migliaia di posti di lavoro: priorità con le clausole sociali dei disoccupati dei vari territori e dei giovani inoccupati. Un grande piano di assunzione di giovani in tutti i comparti della pubblica amministrazione e degli enti locali. Uno Stato forte deve garantire servizi con rapidità, snellire burocrazia ed operare con trasparenza. La mia esperienza di magistrato in prima linea e di sindaco di una città assai complessa mi consente di affrontare con la massima determinazione la vera emergenza nazionale: la questione morale. Ministero della Giustizia e Ministero dell’Interno luoghi in cui affrontare ed abbattere il sistema criminale. Rafforzare il potere diffuso della magistratura che deve avere totali garanzie di autonomia ed indipendenza esterna ed interna, ma si porrà fine alle collusioni con altri poteri e logiche di appartenenze opache interne allo stesso ordine giudiziario. Le forze di polizia, che vanno adeguatamente rafforzate, devono garantire la sicurezza nazionale ed internazionale, essere messe nelle condizioni di investigare contro ogni forma di criminalità, a cominciare dalle mafie, e non essere impiegate a migliaia per fare da scudo e pretesto per la politica di turno. Democrazia e sicurezza. Quando arriva l’ordine pubblico e il manganello lo Stato ha già perso. Prioritaria la lotta alle disuguaglianze. Misure fiscali immediate e straordinarie per tassare rendite finanziarie e immobiliari eccessive in maniera da finanziare un piano straordinario per garantire la casa a chi non la ha e per finanziare politiche sociali in grado di tutelare le fasce deboli. L’Italia ha necessità di riconquistare una credibilità internazionale persa. La nostra posizione geopolitica ci consente di assumere un ruolo forte in Europa, per sconfiggere le politiche di austerità portate avanti sinora ed imporre una svolta sulle politiche dell’immigrazione, ed un ruolo fortissimo nel mediterraneo per costruire con i paesi nordafricani e mediorientali un’alleanza per la fratellanza dei popoli per difendere il nostro mare e non metterci gli uni contro gli altri. La politica di cooperazione internazionale e dei corridoi umanitari sconfiggerà trafficanti di esseri umani e la propaganda sovranista. Rafforzare il dialogo con la Russia, che non può essere un avversario dell’Italia e dell’Europa, confermare l’amicizia storica con gli Stati Uniti, ma senza alcuna subalternità. Vogliamo attuare la Costituzione, fino in fondo, il potere come servizio e non come interesse personale, costruiremo un Paese sui valori dell’uguaglianza, delle libertà, della giustizia e della fratellanza. L’Italia deve ritrovare entusiasmo e coesione. Troppo veleno, odio e violenza. Si devono valorizzare le autonomie delle città e dei territori, daremo autonomia forte ai sindaci, anche con fondi europei dedicati. Ovviamente cultura, istruzione e ricerca saranno fondamenta e radice di ogni azione politica. Nulla è impossibile se si opera con amore per le nostre terre. Noi ci siamo, con forza di volontà ed entusiasmo. Lavoreremo per dare finalmente stabilità, sviluppo, con al centro la persona umana, lavoro e giustizia ad un Paese che appare smarrito. “

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