Whirlpool, de Magistris: “Il Governo faccia rispettare i patti o sul Sud sono solo parole”

luigi de magistris whirlpoolUn accordo stracciato e più di 400 lavoratori che non conoscono il proprio futuro. Questa è la drammatica sintesi del caso Whirlpool, con l’azienda che ha deciso di chiudere lo stabilimento di Napoli e venderlo. Undici mesi fa l’accordo con il Governo, che ha stanziato anche 17 milioni di euro, ritenuti però insufficienti dai vertici Whirlpool.

Luigi de Magistris così si è espresso oggi, dopo l’avvenuto prodigio del sangue del patrono San Gennaro e la benedizione del cardinale Crescenzio Sepe per gli operai, i quali questa mattina si sono raccolti all’esterno del Duomo.

“Bella la benedizione, ma adesso bisogna chiedere al Governo di dimostrare la sua autorevolezza. Domani finalmente il ministro dello Sviluppo incontrerà l’azienda, farà il punto della situazione. Quello che rammarica di questa vicenda è che c’è un accordo firmato tra Governo, sindacato e azienda nell’Ottobre 2018, meno di un anno fa, in cui l’azienda si impegnava a non andar via da Napoli, a fare un piano industriale, e il Governo fare la sua parte.

“Io penso che accordi vanno rispettati, almeno questo. Capisco che i contratti fra le forze politiche si stracciano, ma questo è sulla pelle dei lavoratori. Io attendo dal Governo un segnale forte, perché non è ammissibile che oltre 400 persone possano perdere il lavoro e che a Napoli si possa perdere un presidio industriale così importante. Altrimenti sono solo parole sul fatto di voler investire sul Sud, ripartire dal Sud, avere a cuore il Mezzogiorno.

“Noi siamo schierati in questa vertenza con i lavoratori, le lavoratrici, con il preservamento di una realtà industriale così importante. Stiamo facendo la nostra parte, non solo sul piano dell’umanità e della solidarietà ma anche con fatti concreti stiamo provando a dare una mano nella direzione giusta. Oggi il colpo però lo deve battere soprattutto il Governo italiano”.


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