Napoli, la comunità del Bangladesh scende in piazza: “Contro di noi troppo razzismo”

Comunità del Bangladesh roton kalakNapoli– La comunità del Bangladesh scende in piazza per manifestare contro il razzismo. Si sente vittima della società in cui vive e per questo chiede maggiore tutela e sicurezza per vivere più serenamente.

Questa mattina è partito da Piazza Garibaldi il corteo della comunità Bangladese. La protesta è mossa dalle troppe aggressioni ricevute negli ultimi tempi. Aggressioni che per lo più sono scaturite da un’infondata islamofobia. Per questo molti cartelli e striscioni del corteo recitano “Terrorism has not religion“. Non tutti gli islamici sono terroristi. Un discorso vecchio ma che a quanto pare non è ancora chiaro a tutti.

Chiedono maggiore tutela. Chiedono protezione alle istituzioni. La maggior parte di loro vive in maniera onesta lavorando tutti i giorni per vivere in Italia e per aiutare le famiglie rimaste nell’area del Bengala. Vogliono vivere senza doversi guardare intorno in qualsiasi momento. Senza aver la paura di incontrare un razzista che gli si scagli contro.

Da questa idea di base si è mosso il corteo che è giunto fino al Palazzo della Prefettura di Piazza Plebiscito. Tra i presenti c’è anche Roton Kalak, l’uomo aggredito a San Lucia il mese scorso. Una dimostrazione in più di quanto la questione sia delicata, sono i bus provenienti da altre parti della Campania che hanno trasportato altri cittadini Bangladesi per unirsi al coro.

Insomma, è un venerdì che sta assumendo una forte venature di proteste. Questa infatti si unisce alla manifestazione degli operai dell’American Laundry, i quali hanno bloccato la Galleria Vittoria. Sono dovute intervenire le forze dell’ordine per ripristinare la situazione.

Il corteo degli appartenenti alla comunità del Bangladesh è stata invece molto tranquilla. Tra l’altro loro sostengono di essere una comunità pacifica ed è per questo motivo che richiedono una maggiore tutela. In questo modo possono vivere più serenamente le loro vite.

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