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Indagini sulle nozze di Tony e Tina: scoperto scambio di mail con il Comune

Foto Facebook-Tina Rispoli

Continuano a emergere nuovi particolari dalle indagini sulle nozze di Tony e Tina Colombo. Tra gli indagati figura anche Claudio De Magistris, fratello del sindaco di Napoli. Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, il cantante Tony Colombo avrebbe ricevuto tutta una serie di ingiusti vantaggi da parte dei funzionari del Comune.

Il fascicolo delle indagini è delegato ai pm Maurizio De Marco e Vincenza Marra. Al momento, gli inquirenti hanno scoperto dei particolari importanti legati all’organizzazione dei festeggiamenti pre-nuziali. Il fratello del sindaco, a quanto sembra, era stato contattato via mail da Tony Colombo.

Claudio De Magistris avrebbe dunque indicato al cantante due membri della segreteria del sindaco che gli potessero fornire le autorizzazioni per il presunto flash mob in piazza del Plebiscito. Dalle indagini, tuttavia, è emerso che la disponibilità della piazza era da intendersi dalle ore 18.30 alle 23.00. Secondo l’accusa, una circostanza del genere “escludeva implicitamente la natura estemporanea dell’evento“.

Ma la cosa più grave è che quello in Piazza del Plebiscito non è stato un “flash mob”, ma un vero e proprio concerto. “Durante l’evento è stato realizzato anche un videoclip musicale postato su tutte le piattaforme, con un ovvio vantaggio economico per il cantante“, ha affermato il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli in merito alla vicenda.

Tuttavia, la segreteria del sindaco avrebbe qualificato l’evento come flash mob nelle mail inviate alla polizia municipale di Chiaia. Il Comune avrebbe così procurato a Tony Colombo «un ingiusto vantaggio patrimoniale”, lasciando che il cantante svolgesse una manifestazione musicale senza le autorizzazioni imposte dalla legge.

Per questa ragione, le indagini sulle nozze di Tony e Tina si concentrano in primis sulle comunicazioni intercorse tra gli indagati. Sono al vaglio dei carabinieri anche le posizioni dei cinque agenti municipali di Chiaia, tra cui la comandante. La polizia infatti non avrebbe disposto l’interruzione della manifestazione musicale, nonostante avesse “travalicato i limiti di mero flash mob” e risultasse “non autorizzata“.

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