Napoli, sul presepe spunta ‘A figlia d”o Marenaro con la zuppa di cozze

'a figlia d''o marenaro presepe ferrignoEsiste un luogo nel mondo dove è Natale tutti i giorni dell’anno. Stiamo parlando di San Gregorio Armeno, Napoli, una stradina dove la tradizione resiste alla contraffazione che pure tenta insistentemente di allungare le mani. Tradizione sì, ma anche invenzione e soprattutto idee per tenere accesa l’attenzione sul presepe anche lontano dalle festività natalizie.

Ed è così che nel tradizionale presepe di Marco Ferrigno spunta ‘A figlia d”o Marenaro con la sua zuppa di cozze, uno dei capisaldi della cucina partenopea che, dal 1955, viene costantemente valorizzato nel mondo dal lavoro del noto ristorante di via Foria. Da oggi, accanto alla statuetta di Gino Sorbillo con cui è forte il legame di amicizia e altri protagonisti della gastronomia “made in Naples”, arriva il sorridente volto di Assunta Pacifico, padron dell’attività ristorativa che dista due passi dall’antico Orto Botanico e dal Teatro San Ferdinando: la statuetta di terracotta, alta circa 30 centimetri, riprende l’imprenditrice con il suo completo color blu-oro alla marinara e con la “zuppa ‘e cozzeche” nella mano sinistra. Un’altra versione, di circa 22 centimetri, è stata realizzata per essere esposta direttamente nel ristorante e pizzeria riconosciuto tra “70 Best Restaurants with Pizzeria in the world”.

Un omaggio alla tradizionale cucina e cultura partenopea che il maestro dell’arte presepiale Marco Ferrigno ha voluto dedicare all’ ‘A figlia d”o Marenaro per raccontare nella sua bottega nel cuore del centro storico, nella famosa “via dei pastori”, una storia di identità, memorie e ingredienti nostrani. A soli sette anni, infatti, Assunta Pacifico aiutava i genitori nella preparazione di alcuni piatti tipici partenopei come, appunto, la zuppa di cozze e ‘o bror ‘e purpo (il brodo di polpo). Quest’ultima pietanza, un’anticipazione dell’attuale “street food” poiché veniva servita per strada in una tazza fumante, evoca visioni e sapori lontani di una Napoli antica. E ricorda, soprattutto, l’inizio della storia de ‘A figlia d”o Marenaro: non era ancora finita la Seconda Guerra Mondiale e Raffaele Pacifico, detto “Papucc ‘o Marenaro”, aveva messo su con la moglie Maria prima un chiosco e poi un locale a Porta Capuana, dove lavorava a soli sette anni la piccola Assunta. Tante le difficoltà, ma anche le soddisfazioni che, col tempo, guadagnò l’attività da questi due piatti tipici partenopei.

Oggi, affiancata da suo marito Nunzio Scicchitano e dai suoi tre figli, Giuseppe, Maria e Carmela, ‘A figlia d”o Marenaro continua a creare piatti formidabili e pieni di storia, alcuni saranno presentati prossimamente come incrocio tra passato e presente, ricerca e attenzione, esperienza e innovazione. Intanto, si può dire che per ora è la zuppa di cozze de ‘A figlia d”o Marenaro a essere protagonista nel presepe del Natale 2019.

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