Napoli, corruzione agli esami di avvocato: 4000 euro per superare la prova

Fino ad ora sono cinque gli indagati per corruzione agli esami di avvocato, tra cui due dipendenti del ministero della Giustizia. L’inchiesta è partita dalle dichiarazioni di due pentiti di camorra, Umberto Schettino e Marco Polino, ex membri del clan camorristico Contini.

Dalle dichiarazioni di Schettino e Polino sono partite le ipotesi di corruzione nell’ambito dell’esame di avvocato. L’indagini è stata condotta, dalle pm del pool anticamorra Ida Teresi e Alessandra Converso, sulla sessione svoltasi a dicembre 2017. L’inchiesta sulle prove del 2017 è partita dalle parole di due pentiti di camorra. Cinque sinora gli indagati per corruzione, come detto prima: uno dei quali era l’addetto all’ufficio esami nella sessione 2017. I magistrati, infatti, hanno disposto perquisizioni ai danni dei due impiegati, sequestrando supporti informatici, esaminati dagli investigatori.

Attraverso le dichiarazioni e una prima ricostruzione dell’evento, 4 mila euro sono stati versati da un padre di un candidato, ottenendo il materiale servito al figlio per l’esame scritto di avvocato. Ma qualcosa non è andato bene. Infatti, il familiare del ragazzo avrebbe chiesto i soldi indietro. Gli inquirenti dovranno verificare quest’evento, cercando anche riscontri ai verbali degli indagati: i due collaboratori di giustizia. Ora, la difesa propone un ricorso al tribunale del Riesame per riavere indietro tutto ciò che è stato sequestrato.

Nelle indagini, quindi, coinvolti due dipendenti del ministero, un intermediario, il ragazzo candidato agli esami di avvocato e il padre. Al Palazzo di Giustizia molti, in questo momento, chiedono una revisione del meccanismo di abilitazione alla professione forense. Solo a Napoli, gli aspiranti avvocati che si presentano agli esami scritti sono in media 4mila. Ammessi agli esami orali al di sotto del 40 per cento.

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