Camorra, 10 boss degli scissionisti si dissociano: il trucco per evitare l’ergastolo

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Roberto Manganiello, boss delle case celesti

Napoli – Dissociarsi dal clan, anche in extremis, per non dover scontare un ergastolo. È quello che al momento sembra più uno stratagemma piuttosto che un vero pentimento, un trucco per sfuggire al carcere a vita o per lo meno godere di privilegi.

Sono dieci i boss degli scissionisti che hanno fatto ricorso alla dissociazione. In udienza prendono la parola, confessano i propri reati, chiedono scusa e dichiarano di non aver più nulla a che fare con la criminalità organizzata. Non aggiungono nulla di nuovo a quanto i magistrati già sanno, non fanno nomi, non raccontano fatti nuovi o retroscena. Il cavillo che permetterebbe loro di farla franca è il dibattito sull’ergastolo ostativo (senza permessi premio) sul quale è intervenuta anche la Corte Europea.

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E così i protagonisti, insieme ai contrapposti Di Lauro, della faida di Scampia se non in primo grado sperano in una giustizia più clemente nei gradi successivi, o per lo meno in una serie di benefici altrimenti inaccessibili se non con una collaborazione vera e propria. Tra costoro Roberto Manganiello, boss delle case celesti che prese il potere dopo l’omicidio di Gaetano Marino, marito di Tina Rispoli oggi sposata con Tony Colombo.

Non solo durante il processo: anche dal carcere stanno arrivando richieste di dissociazione, da parte di pentiti a metà che a questo punto non hanno più bisogno di collaborare a pieno con la giustizia. Un passo indietro, probabilmente, di decenni dato che i collaboratori di giustizia – seppur discussi – hanno comunque permesso di scovare e arrestare un numero enorme di esponenti di spicco della criminalità organizzata.

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