A Napoli la luce vince sulle tenebre: restituiti 5 beni confiscati alla camorra

Camorra merda“Ripulire” i beni “sporcati” dalla camorra. Questa è l’intenzione alla base dell’operazione di riutilizzo sociale dei beni di proprietà comunale ad opera dell’Assessorato ai Beni Confiscati del Comune di Napoli.

“Tra i beni che vogliamo affidare – spiega l’Assessore ai beni confiscati Luigi Felacoc’è anche quello di Piazza Capri, Rione Villa di San Giovanni a Teduccio a Napoli.

In quella piazza quest’anno la camorra ha ucciso un uomo sotto gli occhi del nipote di soli quattro anni. Questa è il nostro modo di rispondere: dove c’erano i clan, restituire spazi e servizi alla cittadinanza, diritti e non favori elargiti dai boss.

A bando Piazza Capri, i beni di Largo Donnaregina, Via Marchese Giuseppe Palmieri, Salita Cinesi, Via del Gran Sasso.

“I beni sono assegnati, a titolo gratuito, per un periodo di anni sette per i beni con metratura complessiva fino a metri quadri centocinquanta; di anni dieci per i beni con metratura complessiva superiore a metri quadri centocinquanta – chiarisce Felaco.

I soggetti individuati per l’affidamento oltre a quelli all’art.48, comma 3, lettera c) del D. Lgs. n. 159/2011, sono anche anche i Consorzi, le Associazioni Temporanee di Scopo (ATS) e/o Associazioni Temporanee di Impresa (ATI) già costituite o che dovranno essere costituite entro 30 giorni dalla comunicazione dell’avvenuta assegnazione”.

L’Assessore conclude promettendo: “Seguiranno altri avvisi con nuovi beni. Il nostro obiettivo è confiscarli ai pochi che attanagliano la città e restituirli ai più: alla cittadinanza. Si scrive beni confiscati, si legge beni di tutti”.

Le domande dovranno pervenire a mano e/o a mezzo Raccomandata A/R entro e non oltre le ore 11:00:00 del giorno giovedì 16/01/2020 al seguente indirizzo: Protocollo Generale del Comune di Napoli – sito in Palazzo San Giacomo, Piazza Municipio.

Per tutte le informazioni e per scaricare il modello di domanda, basta visitare il sito web del Comune di Napoli.
Siamo di fronte a un’azione ben precisa che vuole combattere un sistema sbagliato e malsano.

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