Napoli sotterranea torna nelle mani del Comune: festeggiano gli ex dipendenti sottopagati

Napoli sotterranea, EX OPGNapoli– Il sito archeologico di Napoli Sotterranea è finalmente tornato nelle mani del Comune. Per 20 anni uno dei posti più turistici della città era in mano di privati che hanno sfruttato i lavoratori pagandoli a nero.

È stata una lotta serrata quella per l’internazionalizzazione di Napoli Sotterranea. Da ben 3 anni il gruppo Je so Pazzo dell’EX OPG ha portato avanti una battaglia vinta solo in questi giorni.

Il motivo della rivolta era principalmente la gestione del signor Vincenzo Albertini. L’ex proprietario del sito archeologico era molto criticato per sottopagare e pagare a nero i propri dipendenti. Inoltre lo stesso Albertini  fu denunciato per molestie sessuali nei confronti di una dipendente.

Sono stati proprio i lavoratori il fulcro cruciale di questa battaglia grazie al sostegno dell’EX OPG. Il loro contributo, grazie anche alle loro testimonianze è stato determinante per far cambiare idea al Comune.

Queste le parole dei ragazzi dell’EX OPG: “Dopo tre anni di lotte, la vicenda di Napoli Sotterranea è sotto gli occhi di tutti! Finalmente, infatti, dopo oltre 20 anni sta per finire una speculazione che ha fatto danni alla collettività. E ora un bene pubblico può tornare nelle mani della città, assumere gente a tempo indeterminato, redistribuire ai cittadini i profitti che fa.

“Questo è stato possibile grazie al lavoro d’inchiesta e allo sportello legale messo su dalla Camera Popolare del Lavoro – Napoli. Ma soprattutto grazie alla disponibilità a lottare delle lavoratrici e dei lavoratori di Napoli Sotterranea. Alla faccia della rappresentazione che danno dei giovani napoletani, passivi, indifferenti, impauriti, questi ragazzi hanno deciso di non subire l’ingiustizia e di combattere per i propri diritti.

“Oggi stiamo festeggiando per la vittoria ottenuta, ma da domani controllo popolare per far sì che tutto vada come detto ieri dal Comune.”

 

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