Le temperature calde distruggono l’ecosistema marino: c’è meno plancton


Il riscaldamento globale sta distruggendo gli ecosistemi marini: la produzione di plancton è diminuita. Confermato, ancora una volta, il forte legame tra clima ed ecosistema marino, grazie al recente studio pubblicato da “Scientific report” dal gruppo di lavoro di Domenico D’Alelio, ecologo marino e ricercatore della Stazione Zoologica Antonio Dohrn di Napoli. Ed ancora, anche attraverso il lavoro di Salvatore Rampone, informatico e professore dell’Università del Sannio.

Le temperature alte hanno fatto diminuire il plancton negli oceani. Dal 1999 al 2016, tali conclusioni si ottennero attraverso machine learning. Ma, anche grazie ai dati raccolti nel Mar dei Sargassi dal Bermuda institute of ocean sciences (USA). In questa determinata area e in tale periodo temporale si è potuto riscontrare un legame tra l’aumento della temperatura dell’Oceano e la diminuzione di plancton. Infatti, le microalghe planctoniche, esseri tra i più importanti del pianeta, producono metà dell’ossigeno presente sul pianeta, dando anche il via all’intera catena alimentare marina.  “Nello specifico, l’aumento della temperatura dell’acqua ha causato cambiamenti nelle correnti verticali marine, riducendo la fertilità del mare in superficie e, quindi, sulla fotosintesi acquatica. Doveroso è sottolineare come il legame tra temperatura e produzione primaria sia ricavato attraverso l’intelligenza artificiale”, comunica Domenico D’Alelio della stazione zoologica Antonio Dohrn.

Il grande contributo dell’intelligenza artificiale, ancora una volta, è stato efficace per comprendere e analizzare i dati che confermano la diminuzione di questi animali. “Abbiamo applicato diverse tecniche matematiche nelle quali dei software producono in maniera autonoma e progressiva delle predizioni sempre più affidabili dei meccanismi causa-effetto tra i diversi fenomeni osservati. Confermato che il cambiamento climatico sta facendo molto male al mare. Questi sono segnali importanti della necessità di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra”, afferma invece Rampone. Ma, oltre all’ecosistema, il cambiamento climatico è un fattore negativo per la pesca e l’economia. Come molti sanno, nel mar dei Sargassi, luogo in cui sono eseguite le analisi, si riproducono le anguille.

“Gli animali che si trovano in Italia, di fatto, nascono laggiù e vengono nei nostri mari dove saranno poi catturati. Una diminuzione del plancton nel mar dei Sargassi può essere una delle cause principali della mortalità di larve di anguilla e declino di questi animali e dell’economia a essi associata”, ha aggiunto D’Alelio.


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