Coronavirus: tra proteste ed epidemia, cosa sta succedendo nel Carcere di Secondigliano

Polizia penitenziaria carcere secondigliano
Foto pagina facebook Polizia Penitenziaria

Il coronavirus ha dapprima destabilizzato il personale medico e le guardie che nonostante le difficoltà gestiscono ora il carcere in maniera corretta nel rispetto delle norme anti-contagio procedendo nel migliore dei modi per garantire la sicurezza e la salute dei detenuti che, “sebbene siano la categoria meno a rischio al momento in quanto detenuti da prima dell’emergenza coronavirus devono comunque essere sorvegliati e protetti affinché non si rischi di contagiare tutti all’interno dell’edificio” dice una dipendente dell’ ASL Napoli 1, impiegata presso questa struttura.

Secondo informazioni ottenute tramite personale del Penitenziario di Secondigliano che ci hanno illustrato i protocolli che attuano all’interno dei penitenziari per la tutela dei detenuti secondo linee guida che hanno stilato dopo vari incontri con varie figure professionali e che regolano le procedure attuate.

Negli ultimi giorni all’interno ed all’esterno dei carceri in Italia ha regnato il caos viste le restrizione obbligatoriamente stabilite da organi preposti del Ministero della Giustizia dovute all’allarme Coronavirus. Il Carcere di Secondigliano ha sospeso i colloqui tra detenuti e le proprie famiglie per salvaguardare la salute di quest’ultimi, tuttavia ci sono state proteste all’esterno della struttura fermate però velocemente dalla direttrice del carcere, Dott. Giulia Russo e il Comandante della Polizia Penitenziaria Antimo Cicala che hanno spiegato i motivi di tale decisione, rassicurando gli animi e sottolineando l’importanza della salute di quelle persone. 

Coronavirus: quali sono i sintomi, come si trasmette e come si previene

Il Carcere di Secondigliano ha imposto altre forme precauzionali per la salvaguardia dei detenuti, il personale medico e le guardie penitenziarie sono tenute ad indossare mascherine e guanti all’entrata della struttura. Per quanto riguarda i ristretti in regime di semilibertà, ovvero coloro che la mattina possono svolgere un lavoro autorizzato dal magistrato di sorveglianza e la sera rientrare all’interno delle mura carcerarie, questi possono beneficiare di rientrare a casa propria continuando a lavorare per evitare contagi all’interno del carcere. In ottemperanza alle disposizione Aziendali e dell’Amministrazione Penitenziaria, è stata installata una tensostruttura come quella in dotazione degli ospedali per effettuare il triage infettivologico, la valutazione rischio coronavirus.  Quindi in arrivo di un nuovo giunto si procede attraverso tre valutazioni: in caso di detenuto asintomatico viene posto in reparto sotto osservazione e in continua sorveglianza per alcuni giorni,  detenuto con sintomi viene posto in isolamento nei locali già disposti per tale avvenimento, detenuto sospetto viene effettuata la procedura tramite 118.

Potrebbe anche interessarti

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più