Coronavirus, Pepe Reina in casa da 18 giorni: “Per 25 minuti è mancato l’ossigeno”

Coronavirus ReinaL’ex portiere del Napoli Pepe Reina ha dichiarato di essere rimasto in casa per 18 giorni con tutti i sintomi del Coronavirus, e di essere sicuro di averlo avuto. Non può avere la certezza perché in Inghilterra non eseguono il tampone se non in situazioni critiche.

Coronavirus: quali sono i sintomi, come si trasmette e come si previene.

L’amato portiere del Napoli di Sarri ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport raccontando la propria storia. Ha avuto grossi problemi, soprattutto quando per 25 minuti gli è mancato l’ossigeno.

Non può però avere la certezza di essere stato contagiato perché l’Inghilterra non permette i tamponi in casi come questo. Dovrà convivere con il dubbio e facendo attenzione, eventualmente, a non contagiare la propria famiglia.

L’estremo difensore spagnolo si trova in forze all’Aston Villa dall’inizio di questo 2020. Un trasferimento poco fortunato dato quello che gli è capitato.

Queste le parole di Pepe Reina: “Non esco da diciotto giorni.  Però isolato lo sono stato dopo aver accusato i primi sintomi del virus. Febbre, tosse secca, un mal di testa che non mi abbandonava mai, quel senso di spossatezza. L’unico spavento quando per venticinque minuti mi è mancato l’ossigeno, come se la gola si fosse improvvisamente ristretta e l’aria non riuscisse a passare. I primi sei, otto giorni li ho trascorsi chiuso in una stanza. Poi ho cominciato a uscire nelle ore notturne, quando i ragazzi e i miei suoceri dormivano. Qui Inghilterra, però, i tamponi li fanno esclusivamente ai malati gravi, nel mio caso non vi erano dubbi.

Napoli è la mia dimensione naturale, a Monaco me ne accorsi subito, mi resi conto che volevo una vita diversa, esattamente come quella che avevo lasciato. Non avrei potuto fare una scelta migliore, posso assicurare che non mi sono mai divertito tanto a giocare come nei tre anni di Napoli con Sarri. Lo spirito con cui ci allenavamo e giocavamo, e la qualità del gioco di quel Napoli. Non vedremo mai più una squadra muoversi in quel modo. Non c’erano primedonne, ma grande disponibilità, e umiltà, il nostro leader era il gioco che ci aveva insegnato lui. Cosa mi manca? L’appartamento a Posillipo, il sole. Ho letto che la vitamina D può essere importante nella riduzione del rischio di infezioni respiratorie di origine virale, incluse quelle da coronavirus”.

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