Coronavirus. La testimonianza di una farmacista: “Siamo sfiniti”

Coronavirus farmacistaNapoli– Una giovane farmacista, Martina De Maria, racconta la condizione in cui, ogni giorno, vive la sua categoria a causa del Coronavirus.

Coronavirus: quali sono i sintomi, come si trasmette e come si previene.

Le farmacie durante la quarantena continuano a rimanere aperte per ovvi motivi. Ma oltre a svolgere la loro consueta mansione, i farmacisti vestono sempre di più i panni di medici generali perché molti non sanno a chi rivolgersi. Inoltre Martina denuncia la condizione sanitaria della strumentazione necessaria per svolgere il proprio lavoro.  Mascherine che non permettono di respirare in maniera adeguata e caschetti protettivi troppo stretti.

Queste le parole di Martina: “Siamo SFINITI! La mia categoria, quella dei farmacisti, è allo stremo. Nella migliore delle ipotesi, la giornata ci regala 8 ore di caschetto con visiera che stringe alla testa e mascherina che non ci permette di respirare adeguatamente.

Anche perché noi non dobbiamo solo respirarci all’interno, ma dobbiamo dare spiegazioni ai pazienti preoccupati, parlare al telefono e sgridare chi non rispetta le regole. Ma nella peggiore delle ipotesi, non abbiamo nulla di tutto ciò. Incassiamo ogni tipo di pugno: “c’è troppa fila!” , “io non voglio aspettare!” , “dottoressa, ho tosse e febbre da 12 giorni, CHE MI CONSIGLIATE?”

Ogni giorno siamo a contatto con persone malate e potenzialmente infette, ci siamo barricati con il plexiglass che contribuisce a non agevolare la comunicazione, specialmente con i pazienti anziani che non sanno dove raccapezzarsi perché il medico di medicina generale, oramai barricatosi dentro il proprio studio, invia codici tramite email o whatsapp, sconosciuti ai più vecchietti.

“Quindi bisogna spiegare al nipote al telefono (in viva voce perché non si può toccare) la procedura per avere le prescrizioni ed aspetta che ti forniscano i codici, perché poi bisogna stampare la ricetta, cercare i farmaci e spedirla e sperare che il tutto finisca in 20-30 minuti. Grazie tecnologia. Poi disinfetta tutto prima dell’arrivo del prossimo paziente. E questo accade ogni singolo giorno, perché la situazione non si appresta a migliorare. Anzi, sta peggiorando.

Non giudichiamo nessun acquisto, anche una tintura per i capelli può essere importante in questo periodo (a proposito, posso solo dirvi che non contengono ammoniaca ed allergeni, ma non chiedetemi che colore dovete usare perché NON-LO-SO), ma cercate di restare a casa e di venire in farmacia il meno possibile. Capisco anche il periodo di crisi economica che non permette a tutti di fare mega-spese. Però vi prego, capiteci e supportateci. Cercate di agevolare il nostro lavoro e quello di tutti gli altri professionisti sanitari, perché siamo allo stremo.”

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