Coronavirus, primario del Pascale: “Sono guarito a casa, ma non posso tornare a lavoro”

Francesco Izzo, primario di Chirurgia epatobiliare del Pascale di Napoli, aveva scoperto di essere positivo al Coronavirus. Adesso è guarito, ma non può tornare a lavorare perché non ha ancora avuto il risultato negativo al secondo tampone. Queste le sue parole a La Repubblica, in cui racconta come è iniziato tutto, dopo essere tornato da un congresso a Rozzano: “Otto giorni dopo accusai blandi sintomi, dolori muscolari agli arti inferiori a cui non detti importanza perché non avevo tosse né affanno sotto sforzo. Da medico al momento esclusi il contagio. Dopo tre giorni, visto che continuavano quelle manifestazioni aspecifiche, mi feci forza e coraggio e contattai un collega del Cotugno. Lui mi consigliò di recarmi al loro triage per sottopormi a tampone”.

“Appena fatto il test, mi misi in quarantena. Ho continuato a lavorare al Pascale, per cinque giorni, sia in reparto che in sala operatoria. Ma questo non ha rappresentato un problema perché già all’epoca eravamo stati dotati di Dpi, i sistemi di protezione individuale. Quindi, un contagio rischioso per la comunità sarebbe stato difficile e la conferma è arrivata dai tamponi effettuati successivamente alla mia positività: tutti risultati negativi, collaboratori, pazienti e colleghi che avevano interagito con me“.

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Infine la guarigione:

“Ho avuto la risposta del primo tampone dopo due giorni per scoprire se ero guarito ed è risultato negativo. Per protocollo però bisogna sottoporsi a un secondo tampone entro 24-48 ore. Il secondo test mi è stato praticato domenica 5 aprile e ancora non è arrivato il risultato. Se fosse stati rispettati i tempi sarei tornato a lavoro da almeno una settimana e sette giorni significano tanto per pazienti affetti da tumore”.

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