De Magistris furioso a Rai 3 sulle accuse di assembramento: “Diamo informazioni corrette”

Coronavirus de MagistrisNapoli– Questa mattina il Sindaco Luigi de Magistris è intervenuto sull’emergenza Coronavirus nella città partenopea in diretta su Rai 3 ad Agorà. Durante il programma televisivo ci sono state nuove accuse sugli assembramenti dei cittadini nei quartieri popolari.

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Il primo cittadino di Napoli Luigi de Magistris ha accettato l’invito della conduttrice Serena Bortone per un’intervista sul Coronavirus ad Agorà su Rai 3. Ha parlato della situazione napoletana ma anche del sostegno governativo inadeguato.

La presentatrice però si è anche soffermata sui presunti assembramenti di Napoli nei quartieri popolari. Il programma ha mandato in onda un’immagine del quartiere Pignasecca, il più bersagliato dai media.

Questa la risposta di de Magistris: “Tutti in giro assolutamente no. Cerchiamo di dare informazioni corrette. Napoli ha chiuso da più di un mese, si è barricata in casa, prima dell’emanazione dei decreti governativi. Certo c’è gente che non rispetta il decreto e viene multata, per questo abbiamo chiesto più controlli alle forze dell’ordine. Ma Napoli ha strade strette, nella foto sono ritratte tutte botteghe alimentari e la gente rispetta tutte le norme.

Per quanto riguarda il supporto dello stato, queste sono le sue dichiarazioni: “Per ora l’epidemia sociale ed economica non è diventata questione criminale e di ordine pubblico perché a napoli c’è una rete solidale molto forte. Per ora il governo ha fatto delle misure che rispettiamo ma che sono assolutamente inadeguate rispetto all’emergenza che abbiamo davanti.”

Su un possibile inserimento della criminalità organizzata: “Tutti i sindaci stanno per strada, stiamo facendo un lavoro incredibile. I sindaci tengono la coesione sociale del paese. Stiamo nei luoghi dove c’è sofferenza, ma siamo rimasti a mani nude perché il governo non pensa ai sindaci. Con i bonus alimentari arriviamo massimo fino a fine aprile, e grazie ai sostegni privati e del Comune copriamo circa 30 mila famiglie. Dobbiamo essere più rapidi della criminalità che ha liquidità, non ha burocrazie e sa dove bussare. Lo stato o fa presto o un mese di ritardo può essere troppo tardi.

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