Erri De Luca, scrittore napoletano, compie 70 anni: “Ma non festeggio”

Erri De LucaCompie oggi 70 anni Erri De Luca, scrittore, poeta, giornalista e traduttore napoletano. Nato a Napoli il 20 maggio del 1950, a 18 anni, dopo aver studiato al Liceo Classico Umberto I, si trasferì a Roma dove aderì al movimento Lotta Continua divenendone uno dei dirigenti attivi durante gli anni Settanta. Oggi non festeggerà ma andrà in montagna, sua grande passione.

Pubblica il suo primo libro nel 1989, a quasi 40 anni: s’intitola “Non ora, non qui” ed è un ritorno al passato, uno sguardo volto all’indietro verso l’infanzia trascorsa a Napoli. Da qui in poi, sono state numerosissime le pubblicazioni di Erri De Luca. Dal 1994 al 2002 i suoi lavori sono stati tradotti anche in lingua francese e gli hanno portato diversi premi.

Nel settembre 2013 è stato incriminato per “istigazione a commettere reati” per interviste in sostegno alla lotta No Tav in Val di Susa e dopo cinque udienze, nel 2015 è stato assolto “perché il fatto non sussiste”. Vicenda che ha portato al libro “La Parola Contraria”.

Tra le tante cose è stato operaio in Francia, volontario in Africa, autista di convogli umanitari e traduttore di alcune parti dell’Antico Testamento. Nonostante ciò, se ripensa alla sua vita non riconosce “nessun percorso, piuttosto uno zigzagare da una tappa all’altra in maniera caotica, senza nessuna linea retta come gli ebrei nel deserto del Sinai per 40 anni – ha spiegato all’Ansa

“Ho vagato nel mio tempo. Come uno del Novecento, un secolo molto impegnativo per i suoi inquilini. Il secolo della grandi migrazioni, delle rivoluzioni, della guerra moderna. Ho fatto parte dell’ultima generazione rivoluzionaria del 1900″.

Oggi la “parola rivoluzione è scaduta, si è esaurita nel Novecento”. La nuova è “una generazione profetica” dice parlando della nuova generazione. “Sono ammirato, ci credo in questa gioventù. Stanno accumulando saperi per poter inventare un futuro dell’economia del mondo che sarà della riparazione e del risanamento e che potrà essere redditizia. Chi nega questa evidenza, come chi nega le pandemie, sono cascami del passato”.

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