DeMa sbotta contro Conte: “Basta elemosina, servono i fatti”

Luigi de Magistris conteNapoli– Il sindaco Luigi de Magistris chiede maggiore sostegno al Premier Conte. Fino a questo momento infatti ci sono state tante parole non mantenute, DeMa chiede i fatti.

È terminato il momento delle promesse e delle attese, se l’Italia non inizierà a cambiare passo va incontro a grosse problematiche. Questo è il pensiero di de Magistris che invita Giuseppe Conte a cambiare passo.

Inoltre chiede maggiore autonomia per quanto riguarda la figura dei sindaci. Servono più poteri e maggiori risorse economiche ai primi cittadini.

Queste le parole di Luigi de Magistris a Radio Crc: “Dobbiamo ripartire, come dice Mattarella, coesi, uniti e coraggiosi. Dobbiamo capire se dopo una serie di errori di inadeguatezze, di lentezze, riesce veramente il consiglio del governo ad attuare un cambio di passo.

Lo si fa restituendo poteri e dando risorse economiche ai Sindaci. Questo però deve accadere in 30 giorni, questo è il tempo che ci siamo dati per poter mettere in atto una serie di misure che mettano al centro le città, il popolo e noi sindaci.

In un momento così drammatico, chi guida un Paese deve avere visione, mettere al centro il lavoro e un patto tra le parti sociali e le imprese, riducendo le disuguaglianze. Dalle crisi nascono sempre grandi opportunità, vanno solo sfruttate al meglio.

Vedo intanto segnali incoraggianti sul territorio, ma anche profondamente deludenti in altri settori, perché in questo momento c’è chi pensa a ricostruire il Paese e chi approfitta di questa situazione per fare ancora peggio di prima.

Non si può puntare solo sulla produttività e non sulle retribuzioni per far ripartire il Paese. Io credo che un ragionamento interessante per la ripresa sia quello della forte riduzione del carico fiscale.

Allo Stato stiamo a parole ed elemosina. Se non arrivano i fatti altro che ripresa del sistema Italia. L’Italia partirà con le luci spente, con i rifiuti per terra e con il trasporto pubblico bloccato. Lo abbiamo detto al Presidente del Consiglio non come minaccia ma come visione realistica.

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