Aggredito un autista ANM: “Amiamo il nostro lavoro ma a volte abbiamo paura”

aggressione autistaAggressione autista ANM – Lo scorso 27 luglio, intorno alle ore 7:30, è stato aggredito un autista ANM della linea 151 che compie la tratta Piazza Garibaldi-Piazzale Tecchio. Il motivo dell’aggressione sarebbe riconducibile a momenti di tensione generati dal sovraffollamento del bus.

La dichiarazione dell’autista aggredito: “Nei pressi di Piazza Garibaldi mi viene richiesta una fermata e io decido di accontentare i passeggeri anche se ero preoccupato che l’autobus avrebbe potuto pericolosamente riempirsi e infatti a quella fermata sono scese due persone e salite una ventina.

“A quel punto il mezzo è sovraffollato, la situazione diventa pericolosa. Siamo noi conducenti a dover tenere sotto controllo l’affluenza, il rispetto del distanziamento e che i passeggeri indossino la mascherina, ma spesso tutto diventa molto complicato e ingestibile, non ci può concentrare sulla guida e allo stesso tempo far da vigilanti, anche per questo spesso tutti noi autisti, seppur amiamo il nostro lavoro, quando percorriamo tratte particolarmente a rischio affollamento siamo carichi di paure ed ansie.

Ad ogni modo, in quel caso specifico, decido di non partire e chiedo ai passeggeri, ad una parte di essi, di scendere ed attendere la corsa successiva, che ci sarebbe stata dieci minuti dopo. Nessuno si offre di scendere e qual punto la situazione diventa calda e gli animi si agitano e allora ho deciso di chiamare la Polizia.

“A quel punto delle persone si avvicinano alla mia postazione, rompono la catena di sicurezza e cominciano ad inveire contro di me e a minacciarmi, io ho mantenuto il sangue freddo e non ho risposto alle provocazioni. In seguito sono andato a sporgere denuncia. Mi sono rivolto al Consigliere Borrelli perché lui più volte ha affrontato e denunciato queste problematiche”.

La risposta di Francesco Emilio Borrelli: “Lo stiamo dicendo da mesi che servono delle misure per regolare il flusso di passeggeri sugli autobus, come ad esempio installare dei tornelli sulla salita oppure introdurre una figura come quella del vecchio bigliettaio che possa controllare il numero di passeggeri a bordo e che possa far rispettare le misure di sicurezza.

“Sono misure che andranno a tutelare gli stessi passeggeri ed il personale che sin troppe volte è stato vittima di violenze e minacce. Chi lavora nel trasporto pubblico deve poter condurre il proprio lavoro nel modo più sicuro e sereno possibile, per questo sarebbero necessari molti più controlli da parte delle forze dell’ordine a bordo degli autobus”.

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