ANM, i dipendenti improvvisamente malati sono 16: Linea 1 e funicolari paralizzate

Immagine di repertorio

Napoli – Nelle ultimissime ore il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha parlato di “attacco criminale” riferendosi alla notizia dell’assenza improvvisa, e quasi contemporanea, di 11 dipendenti di ANM per malattia. Un episodio che si inserisce nella scia di una pluralità di casi, grazie ai quali sarebbe lecito aspettarsi un approfondimento della questione.

Ad esprimersi adesso è anche la stessa azienda, la quale oltre a ribadire la notizia delle assenze precisa anche in che modo queste influiscano sui trasporti in città. Di seguito il comunicato integrale:

“Nell’arco di poche ore della tarda mattinata Anm ha ricevuto comunicazione di malattia di 11 agenti di stazione della Linea 1 della metropolitana, più una richiesta di urgente di legge 104. Tali assenze rendono impossibile presenziare tutte le stazioni.

“L’azienda si è attivata per assicurare la copertura dei turni necessari a garantire quanto meno il servizio sulla tratta Piscinola- Dante. Nel caso le comunicazioni di malattia dovessero aumentare, la Linea 1 sarà ulteriormente limitata a Vanvitelli.

“Sempre stamattina, Anm ha ricevuto comunicazione di malattia da parte di quattro capiservizio delle funicolari. Per tale motivo nel pomeriggio di oggi la funicolare di Chiaia resterà chiusa mentre domani, venerdì 2 ottobre, non sarà effettuato il turno mattinale a Mergellina e la funicolare di Chiaia resterà chiusa per l’intera giornata .

“Anm fa presente che in caso di certificato di malattia, le visite fiscali svolte dall’Inps, in questo periodo di emergenza covid19 vengono effettuate in misura limitata e che i dipendenti percepiscono ugualmente lo stipendio,

“L’azienda, scusandosi preventivamente con i cittadini, ricorda che da mesi sta tenendo attivi tavoli di confronto sindacale per discutere le richieste del personale che si stanno sollevando da diverse famiglie professionali ed auspica che dietro queste improvvise assenze non si nascondano forme di rimostranza che dovrebbero eventualmente manifestarsi nelle forme costituzionalmente riconosciute per le rivendicazioni sindacali quali lo sciopero, che, a differenza della malattia, comporta una decurtazione dello stipendio”.

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