Il problema di Napoli? Gli striscioni “Essere Napoletano È Meraviglioso”: sono stati rimossi

“Essere Napoletano È Meraviglioso”. Da anni questo messaggio fa il giro della città di Napoli, grazie a degli striscioni ideati e realizzati dall’associazione culturale senza fini di lucro Sii Turista Della Tua Città, che si occupa di promuovere l’amore, la conoscenza ed il rispetto verso la città di Napoli attraverso varie iniziative, come la riqualificazione di aree e zone abbandonate alla sporcizia, all’incuria, al degrado. Striscioni che hanno lo scopo di riavvicinare al senso d’appartenenza, al senso civico quei napoletani che si sono un po’ allontanati dall’essenza della napoletanità. Striscioni grazie ai quali, durante la pulizia di strade, piazze, scale, arenili, parchi parecchi giovanissimi si sono avvicinati per sapere cosa stesse accadendo, diventando quindi destinatari di un messaggio positivo. Striscioni fotografati da migliaia di napoletani, catturati da telecamere nazionali ed internazionali.

Striscioni che però, adesso, non ci sono più perché un gruppo di persone ha deliberatamente ed autonomamente deciso di rimuovere poiché abusivi e – a loro avviso – deturpavano i monumenti sui quali erano stati apposti. Un gesto forse legittimo nella forma – ammesso che sia avvenuto a sua volta con le necessarie autorizzazioni, ed ammesso sempre che la rimozione non spettasse alle autorità – ma che nella sostanza lascia un po’ di amaro in bocca per un punto di incontro che non è mai stato cercato.

Ed amareggiati sono i volontari di Sii Turista, che hanno scritto alla redazione di VesuvioLive una lettera firmata dal presidente Luca De Martino:

“Buonasera alla redazione di Vesuviolive, ho scelto di inviare a Voi questa lettera aperta perché penso che sabato mattina sia successa una cosa a Napoli molto grave, non per l’atto in sé, bensì per quello che rappresenta. Mi riferisco alla rimozione degli striscioni di Sii Turista Della Tua Città riportanti tre slogan differenti (“Essere Napoletano È Meraviglioso”, “L’Amore Vince su tutto! ” e “Sei figlio di Parthenope, difendila!”) .

La rimozione è avvenuta perché gli striscioni sono stati considerati elemento di fastidio estetico, culturale e spirituale. Tengo a precisare che gli striscioni, rimossi sabato mattina, non sono manifesti autorizzati, al contempo non hanno valore commerciale.

Gli striscioni però sono veicolo di importanti valori e negli ultimi anni hanno avuto una valenza molto profonda per il popolo Napoletano. Non si tratta infatti di un semplice oggetto, questi messaggi hanno accomunato centinaia di migliaia di Napoletani che vivono qui in città e non solo, anche la comunità di napoletani sparsi per il Mondo. Tutti si sono stretti intorno ad un sentimento forte, chiamato da noi: senso d’appartenenza.

Molti napoletani oramai residenti all’estero, da anni, ci scrivono che al loro ritorno a Napoli desiderano ritrovare quei messaggi d’amore e legame con il territorio, desiderano scattarsi una foto sotto lo striscione “Essere Napoletano È Meraviglioso”. È uno slogan, veicolo di un importante messaggio, un messaggio che cela una rivoluzione culturale; si tratta di un messaggio nuovo dal significato di rivalsa sociale, storica, culturale e spirituale.

Si tratta di un messaggio di apertura alla cultura, un messaggio che controcorrente vuole riportare i napoletani ad amare Napoli, attraverso la conoscenza e la consapevolezza dell’immenso valore di questa città e del suo popolo. I nostri sforzi associativi e personali sono volti a ideare striscioni con slogan che arrivino al cuore delle persone e che riescano a smuovere la coscienza. Non sono pochi, poi i sacrifici volti alla costruzione di eventi che ci facciano racimolare fondi per stampare i nostri striscioni.

Dopo anni uno degli striscioni è finito nella serie televisiva, di produzione RAI, intitolata “I Bastardi di Pizzofalcone”. Non solo, lo striscione compare anche nel documentario prodotto da Netflix “Maradonapoli”, in ” Un posto al Sole” e tanti altri programmi nazionali e addirittura internazionali come la tv di stato Olandese che è venuta a Napoli ed ha scelto di intervistare Sii Turista Della Tua Città, investigando su cosa c’è dietro i nostri striscioni per raccontare l’anima di Napoli contemporanea.

Tante soddisfazioni raggiunte in anni di volontariato ed associazionismo. Un giorno poi nella tua città, quella per cui ti batti quotidianamente e con sforzo, arriva un gruppo di persone che decide di strappare via un oggetto veicolo di un immenso messaggio. I nostri striscioni sono stati rimossi come se non valessero niente.

Sapevamo, noi tutti volontari, da oltre una settimana che i nostri striscioni sarebbero stati strappati via, avremmo potuto rimuoverli e conservarli ma nei giorni precedenti ne abbiamo tolto uno solo dei tre. I due striscioni, riportanti il messaggio “Essere Napoletano È Meraviglioso” rimasti in strada e posizionati a Piazza Dante e a Piazza Bellini sono stati strappati via. Lo striscione a piazza Bellini ci ha accompagnati durante 7 eventi dedicati al senso civico, di attivismo ed amore, acquisendo un valore quasi storico in piazza.

Quanto accaduto è per noi stata una violenza, non fisica ma sicuramente di pensiero e di cultura. Il fatto che gli striscioni non abbiano autorizzazioni per essere lì, non giustifica altre persone ad andare a strapparli e buttarli via. Durante una pandemia globale, durante un momento difficile per la città, ridotta palesemente in ginocchio, con alle porte forse una nuova limitazione della libertà individuale, un gruppo di persone è scesa in piazza a manifestare contro degli striscioni che diffondono messaggi di Amore.

Cerchiamo un dialogo che spieghi, a noi per primi, in quale maniera tornare a valorizzare il nostro territorio ed in che modo trasmettere al popolo napoletano messaggi di amore ed appartenenza verso Napoli, abbandonata a sé stessa e mal ridotta economicamente. Con amore tentiamo di riportare il popolo napoletano a dare lustro al proprio patrimonio, conoscendolo, amandolo e curandolo, facciamo tutto questo anche attraverso gli striscioni. Meno banali di quel che sembra vero?”

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