Cruciani, ricavi più importanti del rispetto: libero di insultare napoletani e palestinesi

giuseppe cruciani

Sono ormai sempre più le persone che si domandano come faccia un personaggio come Giuseppe Cruciani, che da anni esprime concetti inopportuni ed offensivi mascherati da satira, ad essere ancora il conduttore di una trasmissione edita dal Gruppo 24 Ore (proprietario del quotidiano Il Sole 24 Ore e posseduta per il 60% da Confindustria), oltre a essere ospito fisso di trasmissioni di rilevanza nazionale. La risposta, ovvia, è che la sua presenza è dettata da motivi che hanno a che fare con gli ascolti e dunque con gli introiti pubblicitari, dunque una scelta dettata da meri motivi economici a discapito della qualità delle trasmissioni e del rispetto delle persone che Cruciani di volta in volta offende.

Tra le sue “vittime” designate ci sono, com’è noto, i napoletani. Nella puntata de La Zanzara di venerdì 8 gennaio il conduttore è stato protagonista di invettive assurde contro i partenopei, procurandosi inoltre un nuovo “nemico”: il popolo palestinese. Durante il suo delirio, infatti, tra le diverse nefandezze Cruciani ha detto che “persino uno del Moddad (servizi segreti di Israele, ndr) dice preferisco combattere i Palestinesi, vado a Ramallah a sparare ai palestinesi piuttosto che fare il rider a Napoli”.

Una frase che, com’era prevedibile, ha suscitato la reazione dell’ambasciata Palestinese in Italia: “Con l’intento di denigrare Napoli e tutto il popolo napoletano, a cui va la nostra solidarietà, il conduttore si permette di paragonare le condizioni delle forze di occupazione israeliane in Palestina con quelle di un rider che lavora a Napoli, sostenendo che quest’ultimo corra maggiori rischi. Ciò che Cruciani non dice è che le forze di occupazione israeliane di rischi ne corrono ben pochi, mentre è il popolo palestinese a subire quotidianamente violenze e vessazioni, in virtù dell’occupazione illecita della sua terra, riconosciuta ripetutamente come tale dall’ONU”.

Tornando a Napoli, anche questa volta il Movimento Neoborbonico ha inviato una nota a Radio24, Confindustria e Mediaset: “È opportuno, nel vostro e nel nostro interesse, continuare a trasmettere la sua trasmissione e continuare ad ospitarlo nelle vostre trasmissioni come opinionista? La condotta di Cruciani sembra tanto più censurabile se pensiamo all’eco raggiunta dalle polemiche che innesca e alle responsabilità deontologiche di un giornalista. Queste, infatti, sono ben più importanti della stessa libertà di opinione se questa opinione offende un’intera popolazione. In caso contrario ci si chiede perché mai i Napoletani dovrebbero continuare a vedere o ad ascoltare quelle trasmissioni o acquistare i prodotti pubblicizzati dai loro sponsor”.

Nota che molto probabilmente, come tantissime altre volte, sarà ignorata perché – lo evidenziano i fatti e gli atteggiamenti tenuti da anni a questa parte – evidentemente i motivi economici sono più importanti del rispetto e della dignità del prossimo. Giuseppe Cruciani fa leva, infatti, su pregiudizi e stereotipi diffondendoli ulteriormente, spesso veicolando delle fake news. Durante la stessa trasmissione, ad esempio, ha sostenuto che le aggressioni ai rider si verificano solo a Napoli e mai a Torino, quando invece facendo una semplice ricerca su Google si possono leggere diverse notizie di un fatto analogo avvenuto nel capoluogo piemontese nelle notte tra i 22 e 23 dicembre.

Non si tratta, qui, di fare stupidi confronti tra città, ma di evitare che passi un’immagine di Napoli quale inferno dove avvengono tutti i mali del mondo, quando invece problemi di criminalità sussistono in tutte le grandi città. Non ci si spiega, per cui, un accanimento contro Napoli che ha l’effetto di danneggiare l’immagine della città con una ripercussione considerevole in termini economici derivante da mancati investimenti e flussi turistici ridotti. Una circostanza che danneggia milioni di cittadini, e solo perché c’è qualcuno – non solo Cruciani – che spara idiozie a ripetizione.

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