“Liberi di Volare”: l’associazione fa lavorare gli ex detenuti e li reintegra in società

L’associazione di volontariato “Liberi di Volare Onlus” nasce nel 2010 grazie all’aiuto della Pastorale Carceraria di Napoli. Si occupa di detenuti che si trovano nel carcere di Poggioreale ed in detenzione domiciliare. L’obiettivo dell’associazione è quello di fornire sostegno ai detenuti ed alle famiglie, aiutandoli poi con il reinserimento in società e nell’ambito lavorativo. Il supporto dell’associazione avviene sia nel carcere che all’esterno. Infatti, l’associazione conta circa 60 volontari che lavorano all’interno del carcere, dove fanno colloqui di sostegno, forniscono beni di prima necessità e fanno vari progetti.

Per quanto riguarda il percorso dei detenuti che si trovano all’esterno del carcere, quest’ultimo vede sempre un percorso guidato una psicologa per elaborare gli errori commessi, affiancato da uno più spirituali. Infatti, la struttura dell’associazione è della Curia di Napoli, quindi è tutto a base cristiana. Inoltre, propongono anche varie attività di laboratori di artigianato, dove imparano la lavorazione di alcuni prodotti, bigiotteria, scrittura creativa e così via. A raccontarci di più dell’associazione è la presidente Valentina Ilardi, attiva in prima linea, psicologa e psicoterapeuta, raggiunta telefonicamente dalla redazione di VesuvioLive.

Oggetti creati dai detenuti durante i laboratori.

Liberi di Volare: gli obiettivi da raggiungere

Abbiamo circa 50 persone affidate, tra domiciliari ed in carcere. Noi proponiamo il progetto, e poi i detenuti scelgono se partecipare o meno. Per l’esterno, sono le famiglie dei detenuti che chiedono se c’è posto per un affidamento o per una detenzione domiciliare. In genere le persone stanno con noi intorno ai 18 mesi o 24 mesi. Abbiamo anche un centro di ascolto attivo 3 giorni alla settimana, per le famiglie ed i detenuti. Però comunque li sosteniamo anche dopo che hanno terminato la loro pena. Nessuno va via del tutto, ci vengono a trovare e ci danno una mano nei laboratori e così via. Siamo ormai un punto di riferimento“, ci spiega la presidente dell’associazione.

Il centro di ascolto

L’obiettivo è quello di formarli per farli reinserire nella società e nell’ambiente lavorativo. Nella nostra sede c’è anche la Cooperativa Articolo 1, che si occupa dell’inserimento lavorativo dei detenuti. Ultimamente, stiamo riuscendo a trovare la strada giusta per dargli una mano concreta. Le persone che stanno a fine percorso vengono così inserite in contesti lavorativi. Per il momento la cooperativa si occupa di pulizie, quindi abbiamo delle persone che lavorano come addette alle pulizie in alcuni edifici del centro storico.”

Ex detenuti impegnati nel loro nuovo lavoro

L’associazione sopravvive principalmente grazie a donazioni, collaborazioni con altre fondazioni e l’8×1000 della Cura di Napoli. “È stimolante e gratificante, perché aiutare qualcuno ad avere una vita normale è sicuramente gratificante ed è necessario farlo. Permettere che le persone abbiano delle opportunità successive invece che lasciarli allo sbaraglio a non fare niente. Però non ci sentiamo eroi“, conclude la presidente Ilardi.

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