Napoli, i Re del borseggio: il documentario di National Geographic è una farsa

I Re del borseggio, National Geographic a Napoli

“Napoli, una città di criminali, borseggiatori, truffatori di strada”: è una delle prime battute del documentario girato da National Geographic, in cui il prestigiatore statunitense Bob Arno si reca a Napoli per scoprire i trucchi dei borseggiatori partenopei, quelli che definiscono “i Re del borseggio”. I metodi attraverso cui è stato girato, tuttavia, sono a loro volta una vera e propria truffa, per due ordini di motivi.

Prima di tutto, la puntata criminalizza l’intera città, e la frase riportata all’inizio dell’articolo ne è la prova. Sono inutili le parole del comunicato stampa diramato a suo tempo da National Geographic Italia, e riportate da Angelo Forgione: “il documentario non ha voluto e non vuole affatto criminalizzare Napoli e i suoi abitanti. Né identifica la città partenopea con il borseggio: fenomeno che, come viene ricordato nel documentario, è presente anche in tante altre località del mondo”. Certo, un fenomeno presente in tutte le grandi città del mondo, ma perché non dire che Napoli è fuori dalla top 10 delle città europee in cui vengono commessi più borseggi? Il documentario potevano tranquillamente girarlo a Roma, la prima in Italia e seconda in Europa dopo Barcellona, o a Parigi, la terza.

Un uso strumentalizzante sottolineato pure da Roberta Inarta, direttrice della Scuola di Cinema di Napoli: “Siamo stati contattati da National Geographic Italia per fornire attori e operatori di ripresa per un documentario da girare; abbiamo trovato la richiesta in linea con il nostro metodo e piuttosto prestigiosa. Ma in questi casi non abbiamo controllo preventivo sulla sceneggiatura. Stante l’autorevolezza del nome National Geographic e l’autonomia di ogni progetto, se avessimo conosciuto le finalità di questo, avremmo opposto un rifiuto ad un uso stereotipato della nostra città. Infatti abbiamo condotto la produzione in posti splendidi della città pensando di reclamizzarne le eccellenze paesaggistiche, mai intuendo che tali panorami potevano prestarsi ad una folcloristica rappresentazione della stessa”.

Il prodotto di National Geographic è, insomma, una farsa, una recita che non fa altro che continuare a diffondere dannosi luoghi comuni circa la città di Napoli. Che cosa può pensare una persona che sta valutando l’ipotesi di recarsi a Napoli, per un viaggio di piacere, dopo aver visto questo documentario? Molti, sicuramente, sceglieranno di non visitare la città, intimoriti, e a farci le spese siamo ancora noi, la nostra economia, la nostra cultura, la nostra immagine.

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