Sputtanapoli, ora è il turno del quotidiano “Il Secolo XIX”

Sputtanapoli - Il Secolo XIX e la spazzatura di Napoli

Eccoci di fronte a un’altra puntata di Sputtanapoli, questa volta condotta dal quotidiano “Il Secolo XIX” di Genova, il quale nel ponderare le potenziali conseguenze dell’alluvione che ha colpito la città tira in mezzo Napoli, associandola alla spazzatura, poiché la città della lanterna rischia un’emergenza che invada la città di rifiuti. “Spazzatura, ora è incubo Napoli”, questo il titolo dell’articolo, che non fa altro che marciare su uno stereotipo e rafforzare nelle persone il pregiudizio che le strade del capoluogo campano siano discariche a cielo aperto, in nome di un’emergenza che perdura da anni: basta venirci a Napoli per accorgersi che non è così, seppur la questione dei rifiuti non sia stata ancora risolta nel senso della creazione di un ciclo virtuoso, e molto resta ancora da fare. La Campania inoltre, come abbiamo riportato pochi giorni fa, è una delle regioni situate sopra la media nazionale in materia di raccolta differenziata, ma questo ovviamente i media nazionali e i quotidiani più seguiti non lo dicono.

Non si comprende poi perché Il Secolo XIX debba per forza parlare di Napoli, quando c’è un’altra importante città italiana sommersa dai rifiuti, oggi: si tratta di Roma, la capitale. Che Roma non sia Napoli lo sappiamo bene, infatti il risalto internazionale che fu dato all’emergenza in Campania non è stato dato a quella capitolina, anzi, si preferisce sfruttare ancora una tragedia per scrivere titoli che attirino l’attenzione e facciano nascere angoscia nei lettori. Da un quotidiano che ha le radici in una città, Genova, che sta vivendo i tormenti di una catastrofe, ci si aspettava per lo meno che non facesse uso delle catastrofi occorse agli altri per vendere qualche copia in più.

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