Telecomando e telefono senza fili, due “invenzioni napoletane”

Telecomando e telefono senza fili, due invenzioni napoletane

Carlo Dessy, nel proprio romanzo “Napoli punto e a capo”, racconta la propria storia, quella di un giovane da poco laureato a Milano che si trasferisce a Napoli per svolgere i suoi primi lavori, una città che gli è totalmente estranea anche se lì ci è nato. Nelle pagine del volume trovano spazio due “invenzioni napoletane” che poi avrebbero avuto larga fortuna: il telecomando e il telefono senza fili.

Il primo televisore varicap, cioè con un sistema elettronico che consentisse di cambiare canale attraverso una tastiera, fu inventato proprio a Napoli nel 1968; di un metodo simile se ne parlava in Europa, però a nessuno era riuscito di metterne a punto uno funzionante. Più curioso è invece l'”antesignano” del telefono senza fili: una cordicella legata a un campanellino serviva agli abitanti del palazzo per avvisare il guardaporte, in modo tale che questi si avvicinasse a un cornetto acustico collegato alle abitazioni tramite un tubo di rame: non proprio un wireless come lo intendiamo oggi, che nulla ha a che fare con i sistemi di radiocomunicazione, ma che è comunque una nota di colore che sottolinea la capacità dei partenopei di trovare sempre l’espediente per semplificarsi la vita.

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