La “fontana delle zizze”: la sua storia e il suo significato simbolico

Fontana delle zizze

Situata in via Nobile, nei pressi dell’università Federico II, a Napoli si innalza la Chiesa di Santa Caterina, meglio conosciuta come Chiesa della Spina Corona, poiché alcuni ritenevano fosse conservata una spina della corona di Gesù, edificata nel 1354 da alcuni nobili del Sedile di Nilo ma dopo i restauri avvenuti nel corso dei secoli della struttura originale rimane ben poco. Accanto a questa Chiesa, sorgeva la famosa fontana della Spinacorona, detta “fontana delle zizze”, voluta dal viceré don Pedro di Toledo, che la commissionò allo scultore Giovanni Merliano da Nola.

Si tratta di una scultura totalmente in stile barocco, in marmo bianco. In posizione centrale, sopra la vasca, è rappresentata una sirena, simbolo mitologico partenopeo, che versa il latte dalle proprie “zizze” ( da cui il nome) sul Vesuvio,  per spegnere il fuoco. Sembrerebbe, infatti, che il popolo partenopeo, invocasse spesso la dea Sirena per placare l’ira funesta del Vesuvio che in quegli anni era particolarmente attivo. Questo è testimoniato dall’epigrafe che si trovava sopra la fontana: “Dum Vesevi Syerena Incendia Mulcet” (la bellezza della Sirena spegne le fiamme del Vesuvio). Nella parte laterale della vasca, invece, troviamo invece raffigurato lo stemma reale di Carlo V, racchiuso tre le colonne d’Ercole.

Dopo essere stata abbandonata per secoli al degrado, la scultura venne rimossa e restaurata nei primi anni del ‘900 e conservata nel Museo di San Martino ed al posto dell’originale è stata collocata una copia, perfettamente riprodotta da Achille Orsi.

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