Domenica 24 novembre ultima del “Servo di scena” al Bellini.

Servo di scena

 

Domenica 24 novembre si è svolta l’ultima replica del “Servo di scena” di Ronald Harwood al Bellini, diretta ed interpretata da Franco Branciaroli con Tommaso Cardarelli, Lisa Galantini, Melania Giglio, Daniele Griggio, Giorgio Lanza, Valentina Violo. La commedia, un omaggio al teatro Shakespeariano e al teatro in genere, è stata scritta nel 1980 ed è stata un tale successo che tre anni dopo Peter Yates ha deciso di farne una trasposizione cinematografica, la quale ha ricevuto 5 nomination agli Oscar, altre 5 al Golden Globe e 2 al Festival di Berlino.

L’opera è ambientata durante la seconda guerra mondiale, in Inghilterra. Un uomo, Sir, capocomico di una compagnia shakespeariana, oramai anziano, si accinge ad interpretare la sua duecentovettisettesima replica del “Re Lear” quando ha un malore. Nonostante il parere dei medici decide comunque di andare in scena. Tra difficoltà di ogni genere, tra cui l’incombere di un bombardamento proprio durante la rappresentazione, la pièce va a buon fine. La commedia si conclude con la morte del protagonista.

La storia, apparentemente semplice e comune, in realtà è un pretesto che vuole svelare ciò che accade dietro le quinte da secoli. Al di là del lavoro fisico di figure professionali nascoste al pubblico, quello sulla quale si concentra la scrittura sono le emozioni, le paure, l’ansia ma sopratutto i sentimenti, le ipocrisie, gli amori, le relazioni sociali vere e quelle fittizie. Ed è su questa linea di demarcazione sottile che gioca l’intera opera. Gli interessi dei personaggi non sono mai del tutto chiari, come le loro stesse emozioni; ogni dialogo o gesto è in bilico tra il clientelismo e l’affetto sincero, l’ambizione e l’amor puro.

Il testo intriso di questo dualismo è di gran qualità, ma chiaramente da solo non basta. L’abile regia di Franco Branciaroli e l’interpretazione sua e di tutti gli altri attori contribuiscono alla realizzazione di un allestimento veramente impeccabile. La scenografia completa il tutto.

Il pubblico,seppur non numerosissimo, è entusiasta. Grande successo anche di critica.

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