Il rito dell’Immacolata in Piazza del Gesù: sapete come è nato?

Immacolata

Anche quest’anno si celebrerà, il giorno 8 dicembre, il rito dell’Immacolata a Piazza del Gesù a Napoli. La cerimonia inizierà come da tradizione alle ore 12.00 e sarà officiata dal Mons. Cardinale Crescenzio Sepe, alla presenza del sindaco Luigi de Magistris.

Tutti gli anni la città partenopea rende omaggio alla Vergine Maria con l’offerta di un fascio di rose bianche, simbolo di purezza, alla sua statua in rame posta al culmine dell’obelisco di piazza del Gesù. Dopo i saluti di rito, il primo cittadino porge le rose ad un gruppo di Vigili del Fuoco che, con una lunga scala telescopica, vanno a deporle tra le mani della Vergine. I più anziani raccontano che da bambini, i genitori in occasione della Festa dell’Immacolata, regalavano loro un palloncino da far volare quando le sirene dei Vigili del Fuoco suonavano per omaggiare la Madonna e come rito propiziatorio per l’intera Città di Napoli e confessano che a volte in quel palloncino attaccavano una lettera per esaudire i loro sogni.

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Rito della deposizione del fascio di rose alla Vergine

Il rito si ripete ormai da secoli ed è molto noto a napoletani e turisti ma forse pochi sanno la sua origine. La guglia dell’Immacolata che svetta al centro della piazza, un tempo chiamata della Trinità Maggiore, fu realizzata dopo richiesta di un sacerdote gesuita, padre Francesco Pepe e la costruzione finanziata solo con elemosine dei cittadini devoti alla Madonna. La proprietà del monumento fu passata alla città di Napoli solo dopo il Concordato concluso nel 1818 tra Papa Pio VII e re Ferdinando I di Borbone. Ma la proprietà divenne effettiva solo nel 1831 quando divenne necessario e non più rimandabile il restauro e la messa in sicurezza del monumento. In un passo della decisione del Tribunale delle Fortificazioni, conservata presso l’Archivio Storico Municipale e datata 30 agosto 1745, si legge:

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Avendo il R.do P. Francesco Pepe della Compagnia di Gesù chiesto (…) tanta capacità di suolo nel largo avanti la Chiesa del Gesù nuovo, quanta bastar potesse per l’erezione di una Guglia di marmo in onore dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima, (…) si è stabilito, e conchiuso che si conceda, (…) al detto R.do Padre Pepe l’enunciato suolo (…) per poter in esso erigere l’avvisata Guglia, e non altrimente (…), qual concessione abbiamo stabilito di farla gratuita così perchè il detto suolo viene impiegato non già per usi particolari, ma per servigio, ed ossequio della Vergine SS.ma“.

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Particolare dell’apparato scultoreo

Infatti il Sindaco rende omaggio alla Vergine in quanto rappresentante della proprietà della guglia ma anche del suolo dove si erge. Il suo dominio è simboleggiato dallo stemma cittadino, nella sua versione settecentesca con corona ducale stilizzata e lettera C sovrapposta ai colori dello scudo, collocato sull’antica cancellata alla base dell’obelisco.

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La guglia eretta nel XVIII secolo si ispira alle numerose installazioni da festa diffuse in quei secoli. Una leggenda popolare racconta di alcune figure blasfeme, insieme a quella della morte, scolpite insieme a quelle mariane, che sembrerebbero mostrarsi solo in alcuni momenti della giornata, con il gioco di luce ed ombre, o in certe visuali creati dalla prospettiva. L’immagine della morte con la falce apparirebbe guardando la statua da dietro. L’obelisco in marmo è uno splendido esempio del barocco napoletano, con alla base quattro iscrizioni latine attorniata da una cancellata sulla quale  in origine erano poste dodici lanterne. L’apparato decorativo, scolpito da Matteo Bottiglieri e Mario Pagano, è costituito da busti raffiguranti i santi gesuiti e le storie mariane, ornato da medaglioni, festoni e angeli disposti sui vari livelli della struttura piramidale culminante con la statua dell’Immacolata.

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