Non lo sapevo. Al Real Teatro di San Carlo la prima scuola di ballo italiana

Scuola di ballo - Teatro San carlo

Il Real Teatro di San Carlo non vanta solo il primato di essere stato il più antico tra i teatri storici italiani, ma è stato anche il primo a possedere una scuola di ballo. Nel 1812, sotto il regno di Gioacchino Murat, il compositore ballerino Pietro Hus, con Louis Stanislav Henry e Salvatore Taglioni, inaugurò un corso di danza per 32 allievi. Il successo fu immediato tanto che l’anno dopo i francesi fondarono un’Accademia con le stesse caratteristiche alla Scala di Milano.

Con la morte di Murat avvenuta nel 1816, Ferdinando IV di Borbone decise dopo un anno di prendere il titolo di Ferdinando I per sancire la nascita del Regno delle Due Sicilie. Con il ritorno dei Borbone a Napoli, la scuola sancarliana prese forma e delineò le sua struttura sulla base di un regolamento molto rigido. Gli aspiranti, 16 maschi e 16 femmine, per superare l’esame di ammissione dovevano avere un’età compresa tra i 7 e 12 anni e presentare un certificato di polizia per attestare la propria moralità e condotta. Una volta superato l’esame, gli allievi dovevamo completare la loro educazione musicale. I maschi dovevamo imparare a suonare il violino e le femmine dovevano addestrarsi al solfeggio. Dopo sei mesi di esercizio i giovani potevano partecipare a spettacoli con una regolare retribuzione che variava dai 2.640 ai 15.000 ducati l’anno. Nel 1841 la scuola interruppe la sua regolare attività.

Bianca Gallizia

Alla fine della II guerra mondiale, nel 1944, la prima ballerina della Scala, Bianca Gallizia, accettò l’invito del sovrintendente Pasquale Di Costanzo a ricostruire la scuola di ballo con Milly Wanda Clerici, anche lei étoile della Scala. Dopo poco, la scuola diventò nuovamente un punto di riferimento per la danza in tutta Italia. Finalmente, dopo più di cento anni, la struttura che aveva vissuto il suo massimo splendore sotto i Borbone, tornava a vivere.

Il 15 marzo del 1950, alla presenza del sindaco di Napoli, Domenico Moscati, Gallizia inaugurò la nuova scuola di ballo. Furono previsti due corsi totalmente gratuiti, uno regolare e uno accelerato. Il primo con otto anni di studio era rivolto ai ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 12 anni, il secondo, della durata di cinque anni, è destinato agli allievi di età compresa tra i 13 e i 16 anni. Oltre allo studio della danza Galizia introdusse materie complementari, quali repertorio del balletto, canto, storia e teoria della musica, danza moderna e di carattere. In venti anni di lavoro la prima ballerina creò un vero corpo di ballo che portò in scena ottanta balletti e circa settanta coreografie all’interno delle opere liriche.

Rudolf Nureyev

Nel 1973 Galizia lasciò la direzione alla collaboratrice Wanda Clerici. Si alternarono poi, in un momento difficile per l’accademia, Tony Ferrante, Zarko Prebil e Giuliana Pensi. Dal 1990 ad oggi la scuola è diretta da Anna Razzi, prima ballerina della Scala e partner sulla scena di artisti del calibro di Nureyev, Bortoluzzi, Schauffus, Petit e Dupont. Razzi ha avuto il merito di mettere insieme un grande repertorio che spazia da creazioni originali quali “Pinocchio”, “Il Guarracino”, “La favola di Biancaneve”, a opere classiche come “La bella addormentata”, “Le silfidi”, “Napoli” e “Raymonda”.

Fonti: Duccio Brinati, Francesco Milo, “Annuario della danza 2006-2007”, Gramese Editore, Roma, 2006; Mattia Aversa, “La scuola di danza più antica d’Italia, festeggia il bicentenario della sua nascita”, Giornale della danza, 2012

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