L’ira delle educatrici: “Al concorso ammessi i diplomati e non noi, laureate”

Educatrici

È molto arrabbiato ed amareggiato un gruppo di laureate in Scienze dell’Educazione all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, a causa di quella che, a loro avviso, è una grave discriminazione verso di esse, ad opera dell’ente Ripam di Napoli. Il motivo risiede nell’esclusione da un concorso per 94 posti di lavoro per istruttori educativi, perché il loro titolo di studio sarebbe non idoneo allo svolgimento della professione, fatto fortemente contestato sia dalle ragazze, sia dal Rettore della Suor Orsola Benincasa, il professor Lucio D’Alessandro.

Il bando di concorso, pubblicato il 18 Febbraio 2015, prevede come requisito d’accesso la laurea in Scienze dell’Educazione (classe L-19 secondo il Nuovo Ordinamento), fatto successivamente contestato dalle FAQ aggiornate in data 17 Marzo 2015, dove si afferma che solo la laurea quadriennale in scienze dell’educazione è un requisito di accesso, oltre al diploma di maturità magistrale, al diploma rilasciato dal liceo socio-psico-pedagogico e le lauree in psicologia, sociologia, e altre. Le ragazze non riescono a capire il perché della loro esclusione dal tanto atteso concorso, visto che il percorso di studio intrapreso le ha formate sia didatticamente che praticamente (attraverso attività di tirocinio effettuate durante i nostri studi) a quella professione. Intanto avevano già pagato la tassa di partecipazione al concorso.

Sul sito dell’Università Suor Orsola Benincasa, infatti, si può leggere che la laurea triennale in Scienze dell’Educazione offre i seguenti sbocchi occupazionali:
– insegnante di asili nido e animatore nei servizi educativi per l’infanzia e la prima adolescenza;
– educatore di comunità presso case-famiglia, carceri, case per gli anziani, centri di incontro e di impegno contro il disagio minorile, centri di accoglienza temporanea;
– operatore nei servizi culturali e nelle strutture educative, come biblioteche, mediateche, ludoteche, musei;
– formatore, istruttore o tutor nelle imprese, nei servizi, nelle pubbliche amministrazioni, nell’ambito della selezione delle risorse umane e della formazione professionale tout court.

Se poi consideriamo che queste ragazze non sono ammesse al concorso, mentre è ammesso chi possiede soltanto la maturità magistrale o quella del liceo socio-psico-pedagogico, la questione si fa ancora più assurda e difficile da comprendere. Si fa inoltre presente che in comuni come Firenze, Torino, Pisa e molti altri, la laurea in Scienze dell’Educazione viene indicata come titolo d’accesso preferenziale, a differenza di ciò che avviene nella città di Napoli.

Come anticipato sopra, anche l’Ateneo, attraverso la persona del professor Lucio D’Alessandro, ha preso posizione in favore delle ragazze, con considerazioni sia normative che culturali le quali hanno smontato le tesi dell’ente Ripam:

Nella risposta ufficiale alle FAQ dei candidati esclusi si legge che i candidati in possesso della laurea triennale in Scienze dell’Educazione non possono partecipare al concorso poiché nel bando viene richiesto il «Diploma di laurea», e per «Diploma di laurea» «non può che intendersi un titolo di durata almeno quadriennale»; il riferimento normativo è alla Legge 341/1990. In realtà, nel tempo il Legislatore ha dato una interpretazione differente e inequivocabile di questo aspetto. Si rimanda qui all’intervento più recente, dove sono richiamati anche i precedenti: la risposta all’interrogazione scritta n. 4-07430 del 14 giugno 2012, depositata negli Atti del Senato dal Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione […] La necessità di dare un’interpretazione coerente alla disposizione ha indotto il Dipartimento della funzione pubblica “a ritenere che non si debba fare all’interno del comma [2] (decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ndr ) un distinguo tra laurea e diploma di laurea ritenendo che la terminologia ambivalente sia conseguenza di un mancato aggiornamento del testo e che, pertanto, il riferimento al diploma di laurea non vada inteso come volto a richiamare un titolo di studio diverso dalla laurea. […] Tanto premesso, il riferimento nel comma 3 del citato articolo 28 alla laurea specialistica lascia ritenere che laddove il legislatore ha voluto richiedere esplicitamente tale tipologia di laurea lo abbia espressamente previsto. Negli altri casi è da ritenere che il requisito minimo possa essere la laurea, tanto del vecchio ordinamento quanto del nuovo e che, pertanto, come tale vada inteso anche il riferimento a diploma di laurea.

Il professor D’Alessandro continua:

Poiché la decisione di escludere dal concorso in oggetto i laureati triennali in Scienze dell’educazione non è dunque motivabile sulla base della normativa vigente, si deve concludere che il bando, come lex specialis, non abbia inteso prendere in considerazione le Lauree triennali in virtù della facoltà concessa alle pubbliche amministrazioni, prima delle procedure selettive, di operare una scelta discrezionale volta a decidere il titolo di studio da richiedere quale requisito di accesso. È però vincolante l’intento del Legislatore, che ha specificato con chiarezza che questa facoltà può essere esercitata solo se volta a «tener conto del livello di specializzazione del personale che si vuole assumere», e con la finalità del «miglior perseguimento dell’interesse pubblico». Neppure questo è dunque il caso, poiché per il medesimo profilo (Istruttore socio-educativo) viene ritenuto valido un titolo di accesso inferiore (dunque di minor grado di specializzazione) quale il «diploma di maturità magistrale o di maturità rilasciato dal liceo socio-psico-pedagogico».

Intanto le ragazze si sono organizzate sul loro gruppo Facebook, mettendosi in contatto con gli educatori che hanno studiato negli altri atenei italiani e contattando quotidiani e trasmissioni televisive, sperando di attirare quanta più attenzione possibile. Hanno intrapreso poi una raccolta di firme, destinata a tutti coloro che stanno studiando o hanno studiato Scienze dell’Educazione, perché a quanto pare anni di studio e migliaia di Euro di tasse non sono serviti a niente, se basta un diploma di scuola media superiore.

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