Accalappiacani negli scavi di Pompei: le guide turistiche si ribellano

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Il vero problema di Pompei sono davvero i Cani? Secondo l’amministrazione comunale pare proprio di si! A partire da oggi infatti una pattuglia di operatori dell’Asl Napoli 3  batterà l’intero sito archeologico alla ricerca dei cani randagi che da anni abitano la zona.

Una decisione di dubbia valenza secondo le guide turistiche e gli animalisti di Pompei che, il problema dei cani, sembrano non avvertirlo per niente! La bonifica, ad opera di un’impresa di Ottaviano che porterà i cani catturati nel proprio canile, durerà tre giorni, nonostante la battaglia avviata dagli animalisti della zona che continuano ad opporsi al decreto.

La protesta è partita proprio da un gruppo di guide turistiche attive negliScavi di Pompei che, contrario alla decisione del comune, ha inviato una lettera alla Soprintendente di Pompei, Massimo Osanna, e alle testate giornalistiche, dichiarando se necessario di raggiungere anche le ambasciate all’estero.

Come mai, i cani diventano sempre e obbligatoriamente il capro espiatorio del degrado di Pompei? chiede il gruppo “Questo problema è già stato sollevato in diverse occasioni, ed ogni volta sono giunte da tutto il mondo lettere di solidarietà ai cani di Pompei che sono la sola nota di allegria, simpatia e dolcezza in un sito degradato da anni per via dell’incuria delle amministrazioni, e dello scarso senso civico di alcuni turisti” .

A quanto pare parecchi degli animali presenti nel sito”sono castrati, sterilizzati , microchippati e curati dalle varie associazioni di volontariato“, e non costituiscono quindi alcun tipo di problema né per i turisti né per i Pompeiani.

La questione è senza dubbio piuttosto anomala. I problemi di Pompei sembrano essere ben altri. Tra crolli, furti e degrado quello dei cani sembra essere un problema che proprio non sussiste, eppure invece di affrontare il vero punto della situazione, l’unica vera azione concreta viene mossa nei confronti di un branco di cani innocui, costretti a pagare per anni di assoluta incuria e indifferenza da parte delle amministrazioni.

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